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Randagi nei canili previsti sgravi fiscali per chi li adotta

L' assessore alla Solidarietà sociale di Francofonte ha formalizzato l’adozione di un cane ritrovato nel territorio comunale e ricoverato nella struttura convenzionata con il Comune. E lancia un appello a favore dell'adozione dei randagi

Randagi nei canili previsti sgravi fiscali per chi li adotta

Francofonte (Siracusa) - Stefano Privitelli, assessore alla Solidarietà sociale di Francofonte ha formalizzato l’adozione di un cane ritrovato nel territorio comunale e ricoverato nella struttura convenzionata con il Comune di Francofonte. L’amministratore lancia un appello per trovare un nome alla trovatella, che ha il manto nero con chiazze bianche.

«Consiglio a tutti – commenta Privitelli – di donare la libertà a questi piccoli quadrupedi che hanno bisogno di affetto. Un’azione che si traduce poi in risparmio per l’Ente e sgravio fiscale per chi adotta». Dalle parole ai fatti, l’assessore Privitelli ha voluto comunicare con l’esempio ciò che l’Ente comunale promuove già dal 2014, anno di approvazione del “Regolamento comunale per l’adozione di cani ritrovati sul territorio e ricoverati in strutture convenzionate con il Comune”.

«Nel tentativo di trovare possibili soluzioni al fenomeno del randagismo – afferma l’assessore comunale al ramo Maria Gualtieri - e abbatterne i costi di gestione, l’Ente comunale attraverso una delibera del consiglio comunale ha approvato il regolamento necessario». Un fenomeno dai numeri allarmanti, quello del randagismo, soprattutto se paragonati agli impegni di spesa che l’Ente può assumere in altri settori. La norma vigente impone alle amministrazioni comunali di far fronte al problema del randagismo e al ricovero dei quadrupedi privi di padrone come adempimento per mantenere l’igiene e la sicurezza. Il Comune così “è obbligato” ad accalappiare il cane, ricoverarlo in un canile e mantenerlo. Per il Comune di Francofonte questo si traduce in una spesa annua superiore a 80mila euro circa per il mantenimento dei cani nel canile convenzionato. Se si considerano le somme che il Comune può destinare ad altri servizi, per gli anziani o i giovanissimi della città, la sproporzione tra gli investimenti da sola dà la misura del paradosso. Ma la legge è legge e va applicata.

«La procedura per la gestione dei randagi – aggiunge l’assessore Gualtieri – prevede l’individuazione del cane, la microcippatura e il ricovero in una struttura convenzionata a spese del Comune, che risulta “proprietario” del cane e quindi responsabile del mantenimento». La politica promossa contro il randagismo dall’attuale amministrazione, è strettamente legata a quella del recupero dei tributi per il pagamento della tassa sui rifiuti, con l’entrata a regime delle adozioni dei cani ricoverati nel canile, con un diretto risparmio per le casse dell’Ente. Per chiunque adotta un cane ricoverato nella struttura è prevista una riduzione della tassa sui rifiuti fino a un massimo di 450 euro.

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