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Priolo, amianto nella zona di Sorciaro

Presentato un esposto dal commissario provinciale del Mns, Aldo Ganci

Priolo, amianto nella zona di Sorciaro

Eternit in un'immagine d'archivio

Priolo - C’è la presenza di amianto nella zona di Sorciaro, nel territorio di Priolo. Il commissario provinciale del Movimento nazionale per la sovranità, Aldo Ganci, ha presentato ieri mattina al procuratore Francesco Paolo Giordano, un esposto con cui descrive lo stato dei luoghi. «Si tratta di un’area – dice Ganci – che si presenta come risultanza di una costante attività di scarico di rifiuti che, nel corso degli anni, ha raggiunto dimensioni quantitative del tutto spropositate, costituendo un inqualificabile danno all’ambiente limitrofo oltre che, soprattutto, alla salute dei residenti».

L’avvocato penalista Ganci ha arricchito l’esposto con una serie di fotografie che documentano in modo chiaro lo stato di degrado della zona, che si trova nell’area d’interconnessione di Priolo «divenuta una vera e propria discarica di materiale altamente nocivo». Il commissario del Movimento nazionale per la sovranità sostiene inoltre che «la pericolosità dell’amianto è legata allo stato di conservazione, che appunto viene meno allorquando inizi un processo di disintegrazione atto a fare disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante e ciò per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico e da acque piovane».

Per l’esponente del Mns, «l’incidenza degli agenti atmosferici accelerano un processo di disintegrazione del materiale che giace da diverso tempo in un luogo esposto agli eventi climatici. La corrosione superficiale subita dal minerale cancerogeno, libera nell’atmosfera una quantità innumerevole di fibre di amianto, fibre che, datane la microscopica dimensione, sono facilmente soggette a diffusione nell’aria a grande distanza dalla sorgente».

La presenza di amianto in contrada Sorciaro risalirebbe a non meno di 8 anni fa e in due diverse circostanze il Psi di Priolo ha denunciato la presenza di questa discarica a cielo aperto. «Parte dell’amianto è stato seppellito nel corso degli ultimi anni – spiega Ganci – ma è nuovamente uscito fuori con le piogge e parte invece è libero di contaminare non solo la terra ma anche l’aria». Nella sua denuncia l’avvocato Aldo Ganci fa presente che quest’area è stata data in concessione dall’ex Asi oggi Irsap a diverse aziende con la previsione di risanarla.

Ma anche di recente la questione è stata sollevata da un sito on line che definisce l’area in questione «una sinistra distesa di amianto misto a detriti ricoperti da vegetazione». Da ciò la richiesta alla Procura della Repubblica aretusea di aprire un procedimento penale per individuare gli eventuali responsabili dello scempio ambientale che si aggiunge ai tanti danni già causati nel triangolo industriale.

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