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«Nomi entro venerdì o faccio da me»

Ultimatum del sindaco di Siracusa Garozzo al Pd per indicare le terne da cui scegliere i nuovi assessori

«Nomi entro venerdì o faccio da me»

«Non mi farò smantellare la giunta da nessuno, men che meno da chi gioca a sfasciare tutto. Userò le mie prerogative per difendere chi mi è stato accanto e ha operato bene per la città». Il sindaco Giancarlo Garozzo non usa mezzi termini per replicare a chi ha parlato di assessori “intoccabili” e di governo della città da radere al suolo.

Per le altre componenti interne del Pd, Garozzo ha parole durissime e lancia addirittura un diktat: «Hanno 72 ore di tempo per darmi le terne dei nomi per scegliere gli assessori, altrimenti farò di testa mia. Mi riterrò libero di procedere al rimpasto come meglio credo. Sono trascorsi 20 giorni invano a causa di una parte del Pd che ha fatto perdere troppo tempo a tutti. Tra la seconda e la terza riunione sono state cambiate le carte in tavola quando, invece, l'ultima sarebbe dovuta essere quella risolutiva».

Toni e parole forti che non mancheranno di suscitare la reazione di quella parte del Pd chiamata in causa, Sinistra riformista e renziani di Giovanni Cafeo.

L’intervento del sindaco non si limita solo a difendere l’operato della sua giunta e a dare la colpa alle altre correnti del partito democratico; Giancarlo Garozzo lancia messaggi precisi ai suoi contestatori: «Prendo atto che anche le pulci hanno la tosse, ma spero che trovino il modo di curarla. A chi parla di lobby rispondo semplicemente che, se c’è qualcuno che fa gli interessi delle lobby, non è certo l’amministrazione comunale che ha deciso, senza alcuna riserva, di scontrarsi a viso aperto contro quei sistemi marci che hanno affossato l’economia siracusana negli ultimi 15 anni. Stiano tutti sereni perché questa cosa verrà alla luce, e nessuno, a prescindere dal ruolo, faccia l’errore di sentirsi intoccabile. La Giustizia arriva da tutti».

In un momento politico così difficile, il sindaco ha chiaro che deve controbattere colpo su colpo. E’ convinto che oggi si vuole colpire gli assessori a lui vicini solo per isolarlo politicamente, per poi colpirlo direttamente. La partita degli assessori, definiti “intoccabili”, sarebbe solo il primo tempo di un match che ha in palio la continuazione della sua sindacatura. Garozzo vede dietro agli attacchi alla sua giunta celarsi il sistema lobbistico da lui combattuto. Per questo serra le fila della sua componente renziana per controbattere al piano di chi vorrebbe mandarlo a casa.

Garozzo ha voluto incontrare in un locale cittadino il vice sindaco Francesco Italia, il presidente del consiglio comunale Santino Armaro, il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa e l’ex assessore Giancarlo Rossitto.

«Si è trattato di una cena del tutto amichevole – conferma Garozzo - perché ci sono dei rapporti umani che vanno al di là anche della politica. Nessuna dietrologia. Alcuni di loro vanno in vacanza, non certo il sottoscritto, per questo ci siamo visti. Non c’erano esponenti di altre aree politiche: i vertici li teniamo altrove».

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