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Ex Provincia di Siracusa, i sindacati pronti alla mobilitazione

Dipendenti allo stremo, servizi carenti e troppe incertezze. Stipendi arretrati, ultimatum al nuovo commissario

Ex Provincia di Siracusa, i sindacati pronti alla mobilitazione

Se il nuovo commissario dell’ex Provincia, Giovanni Arnone e la politica tutta non dovessero dare risposte al dramma dei 600 lavoratori senza stipendio da mesi, il sindacato unitario scatenerà la mobilitazione generale. E non solo quella dei dipendenti, ma di tutto l’indotto legato alle attività del futuro Libero consorzio.

E’ l’annuncio di guerra promanato ieri dai segretari di Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede di via Malta, dietro a un tavolinetto decorato dai volti delle deputazioni regionale e nazionale, più quelli del presidente del Consiglio, Renzi e del governatore della Sicilia, Crocetta.

Non hanno fatto sconti a nessuno, né i delegati confederati né il manipolo di lavoratori che si sono riuniti ai piedi del simbolo pulsante delle attività dell’ente, il palazzone che racchiude la maggioranza degli uffici non di rappresentanza. Un’analisi dura e al limite del cinismo disperato, quella che ha raccontato di un’ex Provincia in stato terminale, depauperata di ogni sostanza e ridotta ai minimi termini come un malato negli ultimi giorni di vita. La differenza, hanno tuonato i sindacati, è che intorno alla prossima salma dell’ente si riuniscono ormai soltanto personaggi grotteschi che nulla fanno per ridargli vita, ma anzi giocano ad affossarne le prospettive. Cgil, Cisl e Uil hanno rimandato di poco l’esecuzione di un de profundis, e solo per capire prima quali siano le intenzioni e il mandato che la Regione ha affidato al nuovo commissario.

Il timore è palese, e viene rimandato di bocca in bocca: il dissesto sarà dichiarato o no? E’ questo il discrimine tra la possibilità di immaginare un futuro per 600 dipendenti – tra interni e Siracusa Risorse – o vedere aprirsi sotto ai piedi il baratro della fine. Se dissesto sarà, allora sarà stato nullo il rimando della presentazione del bilancio dell’ente al 31 ottobre piuttosto che al 31 luglio. E le dimissioni dell’ex commissario Antonino Lutri allora assumerebbero i contorni di una resa incondizionata e non di una tattica di rallentamento per far riprendere fiato all’ex Provincia.

Ieri, in un clima di sfiducia e barricata, questo hanno annunciato i tre sindacati: i lavoratori sono allo stremo umano e finanziario, i servizi arrancano e si arenano. Una situazione insostenibile. La battaglia dello sciopero generale, hanno dichiarato, se nulla cambiasse dopo Ferragosto, sarà l’ultima via per alzare la testa, e capire se morire sconfitti o sopravvivere da eroi.

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