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Siracusa: Comune in guerra con gli abusivi del suolo pubblico

Eccesso di tavolini e dehors. Il vicesindaco Italia: «Costretti all'intransigenza»

Siracusa: Comune in guerra con gli abusivi del suolo pubblico

L’abusivismo e le sue manifestazioni visive come cicatrici sul corpo bellissimo di Siracusa e del suo centro storico, Ortigia. Si è rianimata nelle ultime ore la discussione intorno all’eccesso di tavolini e dehors che trasbordano su marciapiedi e strade, travalicando le concessioni che impongono limiti e regole. Nove locali sono incappati già nella sanzione della chiusura per 5 giorni, e sembra soltanto il primo passo di un giro di vite che vuole “ripulire” il suolo pubblico.

«Il punto è che non si deve permettere a nessuno di credere che all’interno dell’amministrazione comunale si possa tollerare l’abusivismo – taglia corto l’assessore ad Ortigia Francesco Italia – Mai. Noi anzi l’abusivismo lo subiamo. E per questo lo combattiamo così duramente».

Ovvero attraverso ordinanze che intendono tagliare le gambe ad ogni iniziativa che di fatto si prende gioco di metri e centimetri, una sorta di avanzamento strafottente che allarga il proprio campo d’azione invadendo il tesoro comune, ovvero il suolo della città.

«Purtroppo dobbiamo utilizzare strumenti così duri e assoluti per contrastare un fenomeno che in altro modo non ci è possibile controllare». Quando mesi fa fu esibita l’ascia di guerra per dichiarare l’intenzione di dare il via ad azioni di repressione e sanzionamento, alcuni commercianti saltarono su lamentando una politica di tolleranza zero che non teneva conto delle esigenze e della mancanza di alternative, mentre altri si dissero d’accordo nel supportare, con segnalazioni e l’utilizzo di vetrofanie che facessero la differenza, l’azione del Comune.

«Alcuni ci sono venuti incontro. Resistono i soliti, quelli che delinquono da anni. E i nostri uffici scoppiano di segnalazioni. Il vero problema sono gli strumenti. Abbiamo scritto già alla Soprintendenza chiedendo una riunione per rivedere e riqualificare la struttura dei dehors». Nel mirino il fenomeno dei tavolini e delle sedie «di ogni genere, che avanzano furbescamente. Uno scempio che tocca più zone del salotto buono della città: la Porta Marina e il Foro Italico sono soltanto uno degli esempi più evidenti». Italia parla senza termini di aggressione, un “mangiarsi lo spazio” che sembra non arrestarsi mai. «Qui non si parla di brutto contro bello, come nel caso delle sedie di plastica messe in ogni dove. Parliamo di legale contro illegale».

Ovvero il passaggio dall’uso all’abuso: «Gelaterie cui è stata concessa una panca, e che al suo posto piazzano 20 tavolini e 40 sedie. Risolto il problema legalità, si può affrontare quello dell’estetica e del decoro». Una piccola contraddizione legata al problema risorse: «Il mese di agosto è quello più colpito dal fenomeno. Ma anche i vigili urbani devono andare in ferie. E nel’emergenza che si individuano le priorità: che sono gli abusivi, e non certo chi mette un vaso di fiori per abbellire il dehors».

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