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Priolo: veleni e inchieste, Ias nel caos

Sulla società resta il giallo del mancato rinnovo della convenzione con la Regione. Il deputato Vinciullo chiede il commissariamento dopo le dimissioni di Battiato

Priolo: veleni e inchieste, Ias nel caos

«Ora la politica faccia tutto quello che c’è da fare per salvare la società Ias, che gestisce l’impianto biologico di Priolo». Maria Rosaria Battiato si è dimessa da presidente del cda dell’Ias e in una sua lettera ha spiegato i motivi della sua decisione. L’Ias è una società consortile, partecipata a maggioranza dalla Regione siciliana, attraverso l’Irsap, ex Asi. In seguito alla dimissioni del presidente del cda, il deputato Vincenzo Vinciullo ha chiesto al commissario straordinario Maria Grazia Brandara di commissariare l’Ias.

Da quando, tre anni fa, Maria Rosaria si era insediata alla presidenza del cda aveva subito cercato di avviare una inversione di tendenza nella gestione di quello che era considerato “un carrozzone politico”. In parte, c’era riuscita. Poi è intervenuto il mancato rinnovo della convenzione, scaduta il 31 dicembre 2015, tra l’Ias e la Regione siciliana e sono cominciate la prime avvisaglie di dimissioni. Attualmente la gestione del depuratore è affidata alla società Ias che ha ottenuto una proroga di 6 mesi, scaduta la quale non è dato sapere il futuro dell’Ias.

Nei giorni scorsi era arrivata da Vinciullo una critica al cda (formato da 9 componenti), mentre con la riforma per le società partecipate, il cda dovrà essere formato da tre: un presidente e due consiglieri. Per questo motivo, Vinciullo ha convocato, per il 7 settembre, in commissione Bilancio, il commissario straordinario dell’Irsap Brandara per avere chiarimenti sul comportamento che il cda dell’Ias assume nei confronti del Parlamento siciliano. Maria Rosaria Battiato, però, aveva fatto rilevare come per portare a 3 i componenti del cda occorre cambiare lo Statuto.

«E’ ovvio – aveva evidenziato Battiato - che se a dicembre sarà deciso di cambiare gestore, è inutile cambiare lo Statuto. Prima dobbiamo discutere sul prolungamento, magari a tempo indeterminato, della gestione del depuratore, e poi si potrà procedere alla modifica dello Statuto». E a questo punto sorge il giallo del mancato rinnovo della convenzione tra Ias e Regione e forse sta qui il motivo delle dimissioni di Battiato, anche se la stessa ha puntualizzato che «sono esclusivamente legati alla sua carriera di dipendente dell’ufficio legale Inps».

In verità attorno all’Ias ci sono diversi problemi legati alla politica e agli interessi milionari della depurazione industriale del petrolchimico. Ci sarebbe anche la volontà delle industrie di voler privatizzare la gestione del depuratore. Un colpo di mano che da tempo si vocifera e che farebbe diventare il controllato anche controllore. Senza contare, poi, l’inchiesta collegata allo scandalo del porto di Augusta (coinvolti a vario titolo una dozzina di persone tra cui Gianluca Gemelli, già componente del cda). Inoltre la Dda di Caltanissetta e la procura di Palermo, qualche mese fa hanno acquisito atti e documenti negli uffici dell’Ias di Priolo.

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