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Siracusa Risorse, il dramma in cima alla cisterna

Inscenano la protesta 2 dipendenti dell'azienda. La Digos interviene per interrompere la manifestazione

Siracusa Risorse, il dramma in cima alla cisterna

Una mattina di urla contro il cielo e fantasmi disperati dalla bocca incerottata, quella di ieri nel cortile della sede della polizia provinciale di contrada Fusco. I 104 lavoratori di Siracusa Risorse, la partecipata dell’ex Provincia regionale di Siracusa, hanno affidato a Nuccio Silvestro, armato di un cappio di corda e di una bottiglia piena di benzina, il sacrifico di quella scalata su per 10 metri fino alla testa della torre di pietra e cemento, dove si è arroccato, deciso a non scenderne fino a quando qualcuno non spieghi a lui e ai colleghi col naso all’insù, perché da 6 mesi il loro stipendio non arriva.

E a distanza di qualche metro un altro uomo ha compiuto la sua via crucis verticale, Bruno Scala, collega, disperato, seduto sul cornicione del palazzetto della Polizia Provinciale, una gamba penzoloni nel vuoto e nella mano tremante un bicchierino di caffè che un compagno gli ha fatto arrivare. Anche lui a qualche metro dal cielo, anche lui nell’impossibilità di spiegare come mai una società con i conti in ordine come la partecipata abbia trascinato i suoi uomini nel baratro dell’indigenza e degli stipendi impossibili da pagare.

«Ci hanno abbandonato tutti – ammette con gli occhi lucidi Nuccio, gli occhiali appannati dal fiatone – e non sappiamo più come fare. Non sappiamo più chi siamo e per chi lavoriamo. Non ci siamo fermati un attimo, tutti e 104, e svolgiamo il nostro lavoro nonostante non si veda un euro. Alle 8 passiamo il badge, alle 14 stacchiamo. Nonostante non abbiamo ancora un contratto che ci tranquillizzi sul futuro. Anzi, - stringe i pugni – il commissario dell’ex Provincia ha anche annunciato che da qualche parte ci dovrà tagliare 1 milione e mezzo di fondi. Ma se non abbiamo più nulla».

Bruno, appollaiato sul cornicione poco distante, guarda Nuccio e con gli occhi si comunicano che forse non serve a nulla, che intanto si «avvicina Natale – prevede l’uomo sulla torre - e per le nostre famiglie sarà un dramma. Sfido chiunque a trascorrerlo serenamente, con questi numeri negativi». L’uomo sul cornicione col piede pasticcia lo striscione che si è portato appresso, “Siracusa (senza) Risorse”. Secondo voi – si chiede Anna – quanto possono resistere 104 padri e madri di famiglia prima di crollare al suolo?». Poco, perché ciascuno ha una storia di mutui e debiti da raccontare, di sogni da buttare.

Nel cortile è arrivato Stefano Gugliotta, segretario Filcams, che annuncia che una delegazione di lavoratori ha invaso la stanza del commissario Arnone. Il deputato Enzo Vinciullo, ha fatto la sua comparsa per solidarietà. La Digos poco prima di mezzogiorno ha convinto Nuccio e Bruno a tornare giù. Travestito da fantasma, con la bocca tappata dal nastro adesivo, si aggira intanto Alberto Scuderi, dipendente dell’ex Provincia regionale. Tutti lo guardano in silenzio, nel suo vagare senza meta. Perché qui sono tutti, indistintamente, fratelli fantasmi.

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