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Il racket c'è, mancano le denunce

Fa discutere la dichiarazione rilasciata dall'alto magistrato Zuccaro. Il procuratore Giordano: «Estorsioni presenti». Caligiore (Fai): «Allarme per Natale»

Il racket c'è, mancano le denunce

Ma il dato reso dal procuratore Zuccaro non trova del tutto d’accordo il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano. «Le attività estorsive nel capoluogo ci sono, altro che - dice - Se è vero che il sistema delle estorsioni riguarda principalmente la criminalità comune, non posso al contempo escludere che la criminalità organizzata faccia la sua parte. Le estorsioni nel capoluogo sono capillari e viene chiesto poco a tutti per evitare ribellioni».

Il procuratore Giordano ricorda le diverse indagini portate a termine negli ultimi anni, non ultima l’operazione cosiddetta “Amico buono” che ha portato alla condanna dei due responsabili dell’estorsione ai danni dei titolari del panificio di viale Zecchino, e altri atti sintomatici, «per esempio l’incendio ai cantieri navali e altri atti che dimostrano che la criminalità comune e quella organizzata sono molto attive anche nel settore delle estorsioni», dice Giordano, il quale ricorda che recentemente proprio a Siracusa si è celebrato il convegno organizzato dall’antiracket con la presenza del commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Santi Giuffrè, proprio sul tema specifico.

A dare forza alle parole del procuratore Giordano, le statistiche che saranno oggetto di approfondimento in occasione della relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. I dati in possesso di Questura e carabinieri mettono in luce, nel periodo che va dal primo luglio 2015 al 30 giugno di quest’anno, 54 estorsioni di cui 43 scoperte, 14 persone arrestate e 16 denunciate. 184, invece, i procedimenti penali legati allo stesso fenomeno.

Anche il presidente provinciale dell’associazione antiracket, Paolo Caligiore, è convinto che il sistema delle estorsioni sia un fattore determinante nel capoluogo come in tutta la provincia: «Non credo affatto che il fenomeno non sia presente a Siracusa, anzi - dice - Ma i dati e riscontri potrebbero, però, essere celati dalle pochissime denunce sporte dalle vittime». Una tendenza confermata dal procuratore Giordano: «Certo, non c’è la fila di persone negli uffici di polizia giudiziaria ma le denunce, comunque, ci sono, eccome. Non tutti i casi denunciati sono collegati alla criminalità organizzata, ma siamo in presenza di un fenomeno sommerso molto spesso coperto dall’omertà o dalla paura di commercianti e imprenditori che soggiacciono alle estorsioni senza denunciare i loro carnefici».

Le denunce per lo più riguardano episodi di cosiddetta criminalità diffusa come nel caso del “cavallino di ritorno”, o della pretesa di piccole somme di denaro nell’ambito familiare. Caligiore, però, raccomanda di tenere sempre alta l’attenzione dell’opinione pubblica e la guardia delle forze dell’ordine. «Questo è un periodo di sostanziale calma - afferma Caligiore - ma dobbiamo ricordarci che il fenomeno delle estorsioni notoriamente s’intensifica nel periodo delle festività natalizie. Si presentano alle vittime predestinate chiedendo loro soldi per le famiglie dei detenuti e ricorrono a ogni espediente per essere convincenti. Credo che più che mai in questo periodo serva fare qualcosa per stimolare commercianti, artigiani e imprenditori a fare comprendere loro che l’unico modo efficace per combattere estorsioni e usura sia la denuncia».

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