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«No alla chiusura della tratta ferroviaria Siracusa-Catania, siamo pronti a bloccare i treni»

Al centro della polemica i lavori di ammodernamento. Cgil: «Stop solo tra Augusta e Bicocca». Ferrovie: «Modalità da definire»

«No alla chiusura della tratta ferroviaria Siracusa-Catania, siamo pronti a bloccare i treni»

Come spiega Uccello, infatti «la notizia della chiusura è trapelata nel corso di un incontro sindacale con Rfi e Trenitalia». Un incontro durante il quale, a detta del segretario della Filt-Cgil, sarebbero emersi anche alcuni dettagli: «I lavori dovrebbero avere la durata di 60 giorni - spiega Uccello - prevedendo la consegna e la riapertura della tratta ferroviaria a marzo 2017». Gli interventi, secondo quanto riferito dal segretario della Filt-Cgil «riguardano il secondo appalto Bicocca-Augusta, con il rifacimento di un viadotto esteso per circa 3 Km per un costo complessivo di 28milioni di euro».

 

E se da un lato Uccello non ha dubbi: «Ciò darà una boccata di ossigeno ad alcuni settori produttivi coinvolti nel rifacimento e nella ristrutturazione della linea ferrata» dall’altro, però, non può non sottolineare che «la chiusura del servizio ferroviario creerà disagi a quanti, passeggeri, studenti, famiglie, lavoratori utilizzano il trasporto ferroviario». Non solo. A preoccupare il segretario della Filt-Cgil è la chiusura della tratta Siracusa-Catania che creerebbe disagi o, peggio, il blocco di tanti lavoratori. «Circa 600 - aggiunge Uccello - tra diretti e indotto, quelli che lavorano nel Siracusano».

 

Perciò il segretario della Filt-Cgil si augura, anzi chiede, che «i lavori possano essere realizzati, come già avvenuto l’estate scorsa, chiudendo soltanto il tratto Augusta-Bicocca e non il Siracusa-Catania». In caso contrario «non ci fermeremo - tuona Uccello - siamo pronti a protestare, a scioperare, persino a bloccare i treni, non solo su Siracusa ma anche su Catania». Per questo la Filt-Cgil si è subito attivata e ha chiesto un in incontro «per affrontare con Rfi e Trenitalia - conclude Uccello - il periodo di emergenza, per tamponare il disagio delle persone, ma anche per definire l'iter e le date effettive necessarie per organizzare gli spostamenti e le trasferte dei tanti lavoratori del servizio ferroviario coinvolti, che dovranno spostarsi nella stazione di Catania.

 

Ma da Ferrovie dello Stato precisano che la seconda fase dei lavori è prevista per la prossima estate e che il programma di massima dovrebbe ricalcare quello dell’estate appena trascorsa. «Ma tempi e modalità - concludono - si avranno soltanto con il programma definitivo».

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