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Libero consorzio di Siracusa, 15 milioni per pagare stipendi arretrati

Interlocutorio l'incontro a Palermo. Lavoratori lunedì in sciopero. Regione in cerca della soluzione. I sindacati: «Non ci sono i tempi»

Libero consorzio di Siracusa, 15 milioni per pagare stipendi arretrati

SIRACUSA - Mentre prosegue la protesta dei lavoratori di Siracusa Risorse nello spiazzo dell’ex Consorzio Agrario di contrada Fusco, la commissione Bilancio regionale ha accolto ieri nelle sue stanze il commissario straordinario dell’ex Provincia Regionale Giovanni Arnone, i rappresentanti sindacali di Funzione Pubblica Cgil, Cisl e Uil e i responsabili economici dell’ente di via Roma.

Un incontro atteso da tempo, un passaggio obbligato soprattutto per il futuro Libero consorzio comunale di Siracusa, i cui lavoratori attendono lo stipendio da 4 mesi, 7 nel caso della partecipata Siracusa Risorse. Per pagare gli stipendi dovuti, la Commissione Bilancio ha calcolato che serviranno 9 milioni di euro da corrispondere ai lavoratori.

Buone nuove quindi ma non abbastanza, se è vero che gli oltre 700 dipendenti hanno già programmato per lunedì prossimo uno sciopero generale.

In Commissione, a conti fatti, è apparso chiaro che su 9 province siciliane, 3 fossero quelle messe peggio: Siracusa, Enna e Ragusa. Ma se per le ultime due saranno sufficienti 2 milioni e 750 mila euro per l’una e 5 milioni di euro per l’altra, la cifra necessaria per risollevare l’ex Provincia di Siracusa fa tremare i polsi: 25 milioni di euro.

«La situazione più drammatica di tutta l’Isola – ha commentato Enzo Vinciullo, presidente della commissione regionale Bilancio – A peggiorare il suo stato di salute, due cose: il prelievo forzoso di 19 milioni di euro da parte dello Stato, e poi un debito di 6 milioni e 600 mila euro all’anno, che se spacchettato in rate terrà l’ente in ginocchio almeno fino al 2044».

La discussione intorno al tavolo della Commissione ha cercato di dare una risposta al come portare la somma da destinare a Siracusa da 18 a 25 milioni di euro. «Come? Non lo so ancora – ammette Vinciullo – anche se già ieri la Commissione ha individuato altri 3 milioni e 500 mila euro, così da partire da 21 milioni e mezzo. In questo modo resterà da trovarne altri 4».

Il sunto dell’incontro visto con gli occhi dei sindacati, però, è ambivalente. «All’ex Provincia servono circa 15 milioni di euro per arrivare indenni a pagare gli stipendi dei lavoratori e della partecipata fino al 31 dicembre – conteggia Alda Altamore, segretario Uil Fp – Il problema vero è legato ai tempi, dato che prima di giorno 21 questa proposta non potrà essere discussa. A questo si aggiunge il fatto che la Tesoreria della Regione Sicilia sta per essere chiusa in occasione delle feste. E tutto rischia di slittare».

Inoltre, anche mentre la commissione Bilancio si è riunita, «le somme dovute crescono a dismisura – prosegue Altamore - Mentre siamo qui a girare sul bordo di un imbuto giuridico, i lavoratori si scontrano quotidianamente con una difficile sopravvivenza. Il Natale che sta per arrivare sarà un dramma per tutti». Motivazione che ha fatto decidere ai sindacati di tutte le categorie – tra diretti e partecipata – di scendere in strada lunedì per lo sciopero unitario.

La promessa di trasferimento di 15 milioni di euro per l’ex Provincia regionale, benché allettante, si scontra con la diffidenza dei lavoratori dell’ente di via Roma e della partecipata di corso Gelone.

«Una bella prospettiva – sintetizza Letizia Ragazzi, segretario Fp Cisl – ma che dovrà passare ancora da diverse fasi di approvazione. La commissione Bilancio dovrà riunirsi ancora per votare l’attribuzione, preparare gli emendamenti e poi portare tutto in aula. E questo trasforma un po’ tutto in teoria. E’ un primo approccio positivo, e i nostri deputati hanno compreso l’urgenza».

I deputati che si sono presentati in commissione sono stati Pippo Sorbello e Marika Cirone Di Marco. Per il primo bisogna «far pressione perché non meno di 15 milioni di euro – sui 25 necessari – arrivino a Siracusa in tempi brevissimi», mentre per Di Marco la scommessa adesso è «evitare il default, un dramma di dimensioni enormi. Superato il 31 dicembre senza sconquassi, si dovrà ripartire con maggiore capacità di cassa».

Da parte sua, il commissario straordinario Giovanni Arnone, è tornato dall’incontro con la convinzione che ci siano «le condizioni perché nelle pieghe della manovra di assestamento regionale si possa trovare la somma necessaria per pagare gli stipendi arretrati dei dipendenti, arrivare fino a dicembre e poter elargire le mensilità ordinarie sia le tredicesime».

Nonostante questo, Arnone però suggerisce di attendere prima che la norma venga approvata, e si augura che le somme si distribuiscano tenendo conto delle vere esigenze dei singoli enti. «Intanto noi abbiamo sciorinato tutti i dati richiesti dalla commissione, abbiamo consegnato i documenti che fotografano la situazione finanziaria dell’ente e abbiamo quantificato le necessità in 15 milioni e 300 mila euro».

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