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Allarme di Confcommercio Siracusa: «Aiutateci a denunciare il racket»

Usura e povertà: due piaghe al centro dell'attenzione. Romano: «Superare la lacuna legislativa sulla lobby delle assicurazioni»

Allarme di Confcommercio Siracusa: «Aiutateci a denunciare il racket»

«Quella delle poche denunce è una nota dolente – afferma Sandro Romano, presidente di Confcommercio – al nostro interno abbiamo più volte invitato gli associati non solo a denunciare ma anche a segnalare eventuali manovre o strani avvicinamenti di cui sono oggetto. Purtroppo, per le estorsioni non è facile opporsi alle richieste di denaro e di intimidazione anche perché c’è da superare una lacuna legislativa che solo la politica può fare liberandosi dal giogo della lobby delle assicurazioni».

 

L’analisi di Romano cade sulla questione del risarcimento del danno subito dalla vittima di un attentato. «Purtroppo – dice – accade sempre più spesso che un imprenditore o commerciante che magari per tanti anni corrisponde all’agenzia assicurativa denaro per assicurare il proprio esercizio dal rischio danneggiamento, quella volta che accade l’irreparabile e l’assicurato presenta la stima dei danni subiti, già l’indomani l’assicurazione gli fa pervenire il telegramma di recesso del contratto. Il legislatore dovrebbe impedire questa forma sbilanciata e unilaterale del recesso a favore delle assicurazioni. Anche perché, andando avanti di questo passo, l’imprenditore o il commerciante si farà quattro conti in tasca, non vorrà ergersi a paladino di se stesso e preferirà assoggettarsi ai taglieggiatori per avere la garanzia della sicurezza. Una pericolosa deriva, quindi, perché è altrettanto vero che chi cerca un protettore, pagandogli la tassa sulla serenità, si ritroverà domani un padrone».

 

La questione si allarga e diventa anche più insidiosa considerando il fenomeno dell’usura. «Una piaga che ci preoccupa fortemente – incalza Romano – Un dato che ci allarma è la continua chiusura di negozi di ‘compro oro’. Nel giro di pochi mesi ne sono spariti almeno il 70% sul territorio provinciale. Questo perché la gente in difficoltà economica non possiede nulla, nemmeno l’oro e gli oggetti preziosi da vendere o da dare in pegno». Le difficoltà economiche, quindi, al centro delle preoccupazioni di tante famiglie siracusane, che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Per fare fronte al disagio, si fanno largo iniziative impensabili prima della crisi. «Basta leggere le rubriche di “incontri” sui giornali – conclude Romano – per constatare come tra gli annunci si celino molte insospettabili casalinghe, costrette a prostituirsi per il mero sostentamento della famiglia».

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