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Il terrorista di Berlino sbarcato in Sicilia ucciso a Milano: a fare fuoco è stato un poliziotto di Canicattini Bagni

Anis Amri era arrivato a Sesto San Giovanni e una volta fermato da una volante ha sparato contro un agente. Luca Scatà ha risposto al fuoco e lo ha ucciso. Proveniva dalla Francia in treno e forse voleva tornare in Sicilia

Il terrorista di Berlino sbarcato in Sicilia ucciso a Milano: a fare fuoco è stato un poliziotto di Canicattini Bagni

Era cominciata in Sicilia la folle ’”avventura” di Anis Amri, il terrorista tunisino che ha ucciso falciandole con un Tir dodici persone ai mercatini di Natale a Berlino ed è finita per mano di un siciliano, Luca Scatà, il poliziotto che gli ha sparato, rispondendo al suo fuoco, a Sesto San Giovanni.

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IL CONFLITTO A FUOCO. La vita di Anis Amri è morto nella notte dopo lo scontro a fuoco con l’equipaggio di una Volante. Secondo il rapporto dei poliziotti l’agente scelto Christian Movio e l’agente in prova Luca Scatà si trovavano a bordo della volante AlfaSesto, quando intorno alle 3, «nel corso della propria ordinaria attività, sottoponevano a controllo uno straniero appiedato nei pressi della stazione ferroviaria». L’uomo, alla richiesta di esibire un documento d’identità, «estraeva da uno zaino una pistola calibro 22 ed attingeva l’agente scelto Movio, il quale, per l’accaduto, riportava una ferita alla spalla». La polizia, prosegue il rapporto, «rispondeva al fuoco e lo straniero veniva attinto al petto e moriva». Nell’immediatezza dell’evento non erano stati fatti collegamenti con il tunisino ricercato per l’azione di Berlino ed il verbale concludeva riferendo che «il soggetto è sprovvisto di documenti e non risulta nell’immediatezza identificabile».

Solo dopo alcune ore, dopo l’esame delle impronte digitali e l’ispezione cadaverica è stato appurato che si trattasse di Anis Amri. L’agente Movio è stato ferito alla spalla da un colpo di calibro 22, la stessa pistola che il terrorista ha usato per “dirottare” il Tir e per uccidere il camionista polacco. E’ ricoverato ma non è in pericolo di vita.

IL PERSONAGGIO. Anis Amri aveva parlato con i suo parenti due settimane fa. Lo ha detto suo fratello, Walid al quotidiano Bild. Tra i due i contatti erano esclusivamente via Facebook da quando nel 2011 l’uomo aveva lasciato la Tunisia per arrivare Italia. In seguito si era spostato in Germania nel 2015 per trovare lavoro. Il fratello Walid ha riferito che l’uomo in questi anni non ha aiutato finanziariamente i suoi parenti in Tunisia. E che la famiglia non ha mai avuto contatti con l’Isis. Secondo suo padre, Amri era stato trattenuto in carcere quando era in Italia e che era già finito nei guai per aver incendiato una scuola.

FORSE VOLEVA TORNARE IN SICILIA. Secondo alcune indiscrezioni sembra che Anis avesse intenzione di tornare in treno, da dove proveniva con un convoglio dalla Francia, verso il Sud dell'Italia e forse addirittura in Sicilia. Secondo altri invece voleva raggiungere il Nord Est dell’Italia per provare la via balcanica.

IL POLIZIOTTO SICILIANO. Ad uccidere Amnis Amri, rispondendo al fuoco del terrorista, è stato un poliziotto siciliano. A sparare contro Anis Amri è stato l’agente scelto Luca Scatà, originario di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa. Ha 29 anni ha studiato al liceo del suo paese, poi dopo due anni di Ingegneria Informatica a Catania, nel 2011 ha fatto un anno di servizio volontario nell’Esercito. Successivamente ha superato il concorso in polizia e attendeva l’assegnazione definitiva. Il padre, Giuseppe, è dipendente comunale, la madre casalinga e ha una sorella di 26 anni, laureata in Psicologia. «Ringrazio Dio che sia vivo. E’ un ragazzo coraggioso e ha fatto il suo dovere – ha detto suo padre, Giuseppe Scatà -. Quando l’abbiamo sentito al telefono stamattina presto - racconta - non sapeva ancora che il ragazzo morto fosse l'attentatore».

«Fa impressione pensare che due  ragazzi abbiano percorso strade così diverse - ha detto invece la madre di Luca Scatà - mi spiace che sia morto un giovane, ma sapeva i rischi a cui andava incontro».

"Siamo orgogliosi di partecipare a questo cattivo e brutto evento nel tentativo di avere chiuso una pagina di terrorismo che riguarda tutto il mondo intero - ha detto il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta -. Siamo orgogliosi di avere dato i natali a Luca Scatà che ha avuto coraggio nonostante sia alle prime armi: ha dimostrato di essere un poliziotto e di avere attaccamento alla divisa. E’ un giovane meridionale che, come tanti, provano a darsi una dimensione e una prospettiva di vita. Sono orgoglioso di rappresentare una comunità che può esprimere questi ragazzi. Una famigliola del Sud è stata coinvolta da questi eventi ed è chiaro che i familiari siano intimoriti".

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