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Pericolo percolato, intervento lampo del Comune

Il rischio sversamento, nella zona della discarica Cardona, è stato evitato con lavori in emergenza costati 350mila euro

Pericolo percolato, intervento lampo del Comune

Un investimento da 350mila euro dalle casse comunali per impedire un grave sversamento di percolato in uno dei comprensori agricoli più importanti e fiorenti del Siracusano, a due passi dalla riserva naturale Ciane-Saline. È successo in queste settimane, l’allerta rimane, nonostante l’area da due anni sia interessata da lavori di bonifica. Ci risiamo, dunque. La bomba ecologica, che un intervento di risanamento avrebbe già dovuto disinnescare da almeno un anno, è infatti la ex discarica di contrada Cardona. La vasca di raccolta del percolato (liquido classificato come rifiuto speciale, misto di infiltrazioni d’acqua e decomposizione dei rifiuti, originato dalla discarica) si è riempita e solo un tempestivo intervento ha finora impedito la tracimazione nei terreni circostanti. Lo conferma il dirigente del settore Ambiente del Comune, Vincenzo Migliore: «Abbiamo avuto settimane molto pesanti – dice - con il percolato al limite della tracimazione, fortunatamente siamo riusciti a scongiurare il peggio, con un numero importante di prelievi siamo riusciti a tamponare la situazione». L’operazione sta richiedendo al Comune uno sforzo economico gravoso, con una spesa che in totale finora ha raggiunto le 350mila euro. La ditta che si sta occupando del prelievo e del trasporto, infatti, la Tech servizi, è costretta a raggiungere la non vicina discarica di Termini Imerese per conferire il rifiuto destinato allo smaltimento. «Impianti di quella portata – spiega infatti Migliore – sono solo lì o a Gioia Tauro». L’emergenza delle scorse settimane è stata tale da costringere a una mobilitazione di uomini e mezzi: «C’è stato un va e vieni di mezzi – racconta Migliore – in orari eccezionali, dalle 6 del mattino alle 20. Una mobilitazione pesante». L’emergenza non è ancora rientrata, tanto che il Comune ha chiesto alla Regione di attivare la procedura d’emergenza per conferire il rifiuto alla Ias e risparmiare sui costi. Nel frattempo solo un terzo dei lavori di bonifica cominciati due anni fa sono stati realizzati finora. Dovranno risolvere definitivamente la situazione. Li sta realizzando Invitalia per conto della Regione con i fondi destinati alle bonifiche del Sin.

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