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Suicidio De Simone, riaperto il caso

Tribunale, il gip ha accolto l’opposizione dei familiari e rinviato il fascicolo al pm

Suicidio De Simone, riaperto il caso

A un anno esatto di distanza, viene riaperto il caso del siracusano Angelo De Simone, il 27enne tifoso del Siracusa, morto il 16 febbraio dello scorso anno.

Il gip del tribunale di Siracusa, Michele Consiglio, ha infatti accolto l’opposizione avanzata dai familiari della giovane vittima, rinviando al pm Davide Lucignani il fascicolo d’inchiesta. Lo stesso pubblico ministero aveva avanzato al gip la richiesta di archiviazione del caso, sostenendo che la morte dell’uomo sia riconducibile a un suicidio.

Sin dal momento del ritrovamento del corpo di De Simone, nel giardino dell’abitazione in contrada Pizzuta, i familiari hanno infatti sollevato dubbi e incertezze proprio sulle cause della morte del figlio e fratello. E’ per loro impossibile che un giovane pieno di vita e con tanti progetti in mente, come Angelo, potesse ordire un gesto estremo quale quello di darsi la morte, impiccandosi a una finestra della casa.

Nell’accogliere l’opposizione avanzata dai familiari della vittima, che hanno affidato la difesa all’avv. David Buscemi, il gip Consiglio ha condiviso gli spunti di indagine, ponendo alla Procura aretusea una serie di quesiti. Ritiene, infatti, necessario, al fine di completare le indagini, effettuare un accertamento scientifico sul materiale sequestrato e soprattutto sul laccio utilizzato per rilevare eventuali impronte o tracce organiche. Ha chiesto di acquisire gli indumenti indossati dal giovane al momento del ritrovamento, il telefonino cellulare e il computer in uso a De Simone per eseguire i rilievi e gli approfondimenti tecnici del caso.

I nuovi spunti sono emersi dalle indagini difensive, prodotti nel fascicolo del procedimento a carico di ignoti, e fanno esplicito riferimento all’esigenza investigativa di approfondire il ruolo che potrebbero avere avuto nella vicenda alcune persone.

Per la difesa, intanto, vanno approfondite le conclusioni divergenti a cui sono giunti i consulenti di parte nel definire l’esito dell’autopsia.

Infatti, mentre il medico legale Orazio Cascio, consulente del pm, afferma che De Simone sarebbe morto per impiccagione, il medico legale della famiglia, Corrado Cro, ha rilevato che le caratteristiche riportate dal cadavere difficilmente possono essere riconducibili a una simile morte.

Insomma, il caso che stava per essere archiviato come suicidio, torna d’attualità per la verifica di una possibile diversa qualificazione dell’evento.

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