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Impianti sportivi a Siracusa, il Coni: «Bando impraticabile». Il Comune: «Ma una richiesta c’è»

Di Maurilio Abela |

SIRACUSA – «E’ giusto, doveroso e inevitabile che gli impianti sportivi pubblici siano affidati alle società sportive perché in tempi di crisi sarebbe utopistico pensare che un Comune possa occuparsene direttamente. Il problema, però, risiede nei metodi di concessione». Liddo Schiavo, presidente del Coni, torna a tirare le orecchie agli amministratori. Lo fa in occasione del convegno sull’impiantistica sportiva organizzato dal Panathlon prendendo spunto dalle presunte “falle” riscontrate nel bando di gara pubblicato lo scorso ottobre. «Che quel bando non andasse bene – sottolinea – lo hanno dimostrato i fatti. La gara è andata deserta e il motivo è riconducibile a ciò che implicava il documento, un’assunzione di responsabilità eccessiva per le società siracusane. Anche se le loro squadre militano in A1 non erano e non sono nelle condizioni di investire un milione e mezzo di euro per 5 anni dato il bando prevedeva l’obbligo di provvedere anche alla manutenzione straordinaria degli impianti».

«Le società sportive siracusane che svolgono attività alla cittadella – prosegue Schiavo – sono tutte dilettantistiche. Il bando di qualche mese fa era stato fatto male, in maniera raffazzonata, proprio perché non teneva conto della dimensione medio piccole delle realtà sportive del territorio. E il Comune ha avuto modo di appurarlo con un epilogo amaro, cioè la mancata presentazione di domande».

Con gli enti pubblici che non sono più in grado di erogare contributi alle società e con la Regione che, nel 2016, ha stanziato appena 2milioni per tutto lo sport siciliano, in media le società sportive siracusane hanno ricevuto circa 300 euro. «Da qui la necessità – fa notare Schiavo – di far leva sugli sponsor privati ma di questi tempi è sempre più complicato reperirli. Il Comune allora, dovrebbe fare di più per venire incontro alle esigenze di chi vuole fare sport, magari pensando all’ipotesi di una gestione consortile degli impianti da parte delle società con un costo non elevato che le stesse potrebbero dividersi tra loro, versando nelle casse dell’ente poche centinaia di euro l’anno ciascuno. Altra ipotesi – conclude Liddo Schiavo – quella di dare in gestione un impianto anche a titolo gratuito con l’impegno della società di tenerlo in buone condizioni e di provvedere alla manutenzione ordinaria».

Spiega Francesco Italia, assessore allo Sport: «Schiavo non dice chi dovrebbe effettuare le manutenzioni straordinarie negli impianti. Implicano infatti spese ingenti che il Comune non è in grado di affrontare. Considerato che c’è un partecipante alla gara in atto, e posto che il vincolo della partecipazione si riferisce alla manutenzione straordinaria esiste la possibilità che per una società possa decidere di accollarsi questi investimenti».

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