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Avola, gestione depuratore: a breve la gara

L'appalto dell'impianto avrà la durata di due anni. A grandi passi verso l'aggiudicazione

Avola, gestione depuratore: a breve la gara

Avola (Siracusa) -  Il depuratore di contrada Zuccara smaltisce 25 tonnellate di fanghi disidratati alla settimana. Riceve circa 350 metri cubi di acqua all’ora. Circa 9 mila metri cubi di acqua viene tratta in un giorno. Dalle pompe di sollevamento poste sul lungomare Elsa Morante, l’acqua viene spinta all’impianto. Il ciclo di depurazione dura circa 4 ore e si snoda su più trattamenti fino a trasformare la torbida acqua in entrata in fluido dall’aspetto cristallino una volta che viene riversato a mare, a 600 metri dalla costa.

Tante le curiosità del depuratore, dai costi per il funzionamento della macchina, ai continui controlli alle vasche, alle “sorprese” che gli specialisti che lavorano all’impianto si trovano davanti ogni giorno. Fabio Tiralongo, ingegnere e capo impianto del depuratore spiega cosa filtrano le griglie durante il primo passaggio. «Quando l’acqua - dice l’ingegnere - arriva all’impianto, passa attraverso le prime griglie. Lì c’è un setaccio del primo materiale grossolano e nelle sacche di raccolta troviamo di tutto». Il depuratore riceve anche le acque bianche. All’interno delle sacche accatastate nella prima zona dell’impianto c’è di tutto: pezzi di carta alluminio, involucri di alimenti, sacchetti di caramelle, cicche di sigarette, numerosi e disparati elementi di plastica, guanti il lattice tanta, tantissima carta. Tutti materiali che, senza un depuratore, andrebbero a finire a mare. Più numerosi in quantità e peso i sacchi della sabbiatura, cioè il risulto del secondo passaggio del ciclo di depurazione che riesce a eliminare un’altra abbondante porzione di impurità delle acque. In questa fase viene battuto il 30% del carico organico. Poi comincia un processo chimico, tenuto sotto osservazione da Corrado Cancemi, chimico responsabile dell’impianto. Suo il compito di analizzare quasi quotidianamente le acque in entrata e regolare i valori per la depurazione. Valori sempre nella norma registrati e analisi e risultati anche visivi che Cancemi mostra in due vasetti, il prima e il dopo depurazione.

Numeri e performance che potrebbero essere migliori. Il depuratore infatti è strutturato per servire 40 mila unità. Allo stato attuale il 24% della popolazione avolese non è collegata alla fognatura. Si tratta di tutte quelle abitazioni fuori dal paese che hanno la fossa imhoff. L’impianto oggi è in grado di agganciare il flusso di altre 12 mila unità senza alcun problema. A breve la gara d’appalto per la gestione per 2 anni dell’impianto dovrebbe essere aggiudicata. Il costo medio del depuratore per la comunità avolese è di circa 44 mila euro al mese.

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