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Lentini, monta la protesta contro la discarica Armicci

Dopo l'appello dei parroci e la nascita di un coordinamento di associazioni e cittadini, una lettera aperta di Agesci, Avis e Azione Cattolica che chiede la revoca delle autorizzazioni

Lentini, monta la protesta contro la discarica Armicci

SIRACUSA - Continua a montare la protesta contro la costruzione della discarica Armicci di Lentini, in provincia di Siracusa. Dopo l'appello dei parroci della zona, dopo la nasciata di un coordinamento che raggruppa associazioni ambientaliste ma anche singoli cittadini contrari alla discarica per rifiuti speciali prevista in questa zona e per la quale sono già cominciati i lavori preliminari, ora arriva una lettera aperta indirizzata ai ministri dell’Ambiente e della Salute, Galletti e Lorenzin, agli assessori regionali alla Salute e all’Ambiente, Gucciardi e Croce, e a tutti i parlamentari regionali e nazionali della provincia di Siracusa. A firmarla sono giovani che fanno parte dei gruppi Agesci Carlentini 1 e Francofonte 1, dell’Avis Carlentini, dell’Azione Cattolica di Carlentini e Francofonte, e dell’associazione culturale Quota 190 che chiedono un intervento in merito alla realizzazione di una nuova discarica in contrada Armicci nel territorio di Lentini, la seconda in pochi chilometri.

 

«Questa nuova possibile discarica è una minaccia per la salute di tutti noi cittadini e non farebbe altro che aggravare la già drammatica situazione ambientale in cui versa il nostro territorio incastrato tra il polo petrolchimico industriale di Melilli-Augusta, la discarica di Grotte San Giorgio una delle più grande della Sicilia e il probabile inceneritore di Motta S. Anastasia. Queste autorizzazioni, già peraltro rilasciate da funzionari arrestati e sotto indagini, potrebbero produrre danno ambientale, rischi per la salute e devastazione di un territorio già martoriato e che vanta il triste primato nazionale di un malato di tumore ogni 37 abitanti (dato allarmante emerso da una prima indagine effettuata dall’Osservatorio permanente sulla tutela della salute e del territorio)».

 
I firmatari chiedono la revoca delle autorizzazioni. «È imbarazzante il silenzio che in questi ultimi mesi sta caratterizzando la Regione».

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