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Il tour de force del Csm a Siracusa: la parola fine ai veleni in Procura

Completate le audizioni del Consiglio superiore della magistratura in tribunale. Bocche cucite dei protagonisti

Il tour de force del Csm a Siracusa: la parola fine ai veleni in Procura

E’ l’ultimo atto della due giorni di audizioni che la commissione ha inteso fare trasferendosi nel luogo in cui si è manifestato il cosiddetto “Caso Siracusa” infarcito di esposti, segnalazioni quando non di vere e proprie denunce che vedono coinvolti a vario titolo diversi magistrati in servizio alla Procura di Siracusa. Mentre giovedì pomeriggio sono stati sottoposti ad audizione sette magistrati, tra i quali coloro che hanno sottoscritto l’esposto inviato anche al Csm, ieri la commissione ha concluso il ciclo di audizioni.

Sono state prese misure di massima sicurezza. Le porte d’accesso all’aula di corte d’assise, trasformata in sede di audizione, sono state chiuse e presidiate per evitare che nessuno le varcasse e consentire in questo modo di mantenere il più stretto riserbo sul contenuto delle audizioni.

Si sono sottoposti alle domande dei commissari il procuratore aggiunto Fabio Scavone, il presidente del tribunale, Antonio Maiorana, il presidente dell’ordine degli avvocato, Francesco Favi e il prefetto Giuseppe Castaldo. Quest’ultimo si è limitato a dire di avere riferito quanto era di sua conoscenza facendo presente che si è insediato a Siracusa solo da pochissimo tempo mentre i fatti oggetto dell’approfondimento del Csm risalgono a molto tempo prima. Tutti coloro che si sono sottoposti alle domande della commissione hanno mantenuto la consegna del silenzio.

Rimane soltanto da sentire il procuratore capo Francesco Paolo Giordano che per tale motivo si recherà a Roma nei prossimi giorni, chiudendo in questo modo il cerchio rispetto alle persone che possono dare un contributo concreto al fine di fare chiarezza sull’intera vicenda che coinvolge magistrati, politici, professionisti in un intreccio che parte da molto lontano e che è finito sui tavoli non soltanto del Csm ma anche della Procura di Messina.

Fonti vicine al consiglio superiore della magistratura rappresentano la delicatezza della situazione e la volontà dei commissari di chiudere la partita entro il mese maggio proprio per definire tutti gli aspetti della vicenda e trasmettere le risultanze alla competente sezione disciplinare.

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