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Noto, si finge eremita e ruba i soldi della mensa dei poveri

L'uomo, che era stato accolto in diocesi dal vescovo per il suo presunto cammino di conversione, incastrato dalle telecamere

Noto, si finge eremita e ruba i soldi della mensa dei poveri

Avrebbe rubato denaro alla mensa dei poveri. Gli agenti del commissariato di Noto hanno arrestato un uomo per furto aggravato e continuato. Come ricostruito dalla polizia, l’uomo, accolto in diocesi dal vescovo di Noto per un presunto cammino di conversione, affiancava un diacono al quale era stato conferito l’incarico di responsabile della mensa dei poveri.

A febbraio, dopo una serie di ammanchi di denaro dalla cassa delle offerte, il diacono aveva deciso di installare all’interno dei locali una telecamera. Ai primi di marzo scorso, in occasione dell’ennesimo furto, le immagini hanno immortalato il sedicente eremita, nell’atto di aprire la cassa, della quale era riuscito a procurarsi le chiavi, e a prelevare la somma di denaro. In totale i furti ammontano a qualche centinaio di euro.

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commenti 1
  • Giovanna75

    17 Maggio 2017 - 10:10

    COMUNICATO STAMPA Con grave violazione di legge, del diritto costituzionale di difesa e della reputazione del mio assistito, Fra Rino da Noto, quale suo avvocato di fiducia sono a denunciare il pesante linciaggio a cui è stato sottoposto dalla stampa locale. Innanzitutto, il mio assistito è un eremita urbano (e non "sedicente" o "falso") e vive all’interno di una comunità religiosa sotto la vigilanza del Vescovo diocesano, Antonio Staglianò. Si denuncia l’incomprensibile fuga di notizie riguardante il fatto oggetto d’indagine e la dovizia di particolari che l’indagato e il suo difensore hanno appreso dai giornali. Si tratta di un comportamento gravemente lesivo dei diritti difensivi, essendo la fase delle indagini segretata a tutela dell’indagato e della stessa indagine. Si precisa che il mio assistito non è stato arrestato né è sottoposto ad alcuna misura restrittiva della libertà personale, come falsamente riportato da alcuni giornali. Avv. Giovanna Arminio

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