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Cimitero di Siracusa, dopo l'orrore è l'ora delle punizioni

Il caso delle foto shock: il sindaco fa pulire la camera mortuaria e annuncia pugno duro

Cimitero di Siracusa, dopo l'orrore è l'ora delle punizioni

SIRACUSA - Dopo le foto choc della camera mortuaria del cimitero, scatta la caccia alle responsabilità di quanto avvenuto. «La ditta incaricata delle pulizie è stata da me contatta, ma non è intervenuta perché ritiene di non essere competente in materia. Il contratto di servizio firmato con il Comune prevederebbe, infatti, la pulizia ordinaria degli immobili di proprietà dell’ente ma non interventi straordinari come può essere quello inerente al ripristino dei luoghi dopo tre esami autoptici che hanno fatto schizzare il sangue a terra e sulle pareti limitrofe». Roberto Forti declina ogni responsabilità. Il direttore del cimitero spiega di aver seguito la procedura e di non sentirsi in alcun modo colpevole per quanto avvenuto all’interno della camera mortuaria. Le autopsie disposte dalla Procura su tre cadaveri di extracomunitari, eseguite sabato pomeriggio, hanno provocato una scena da film horror. Che sarebbe passata inosservata se lunedì mattina, prima dell’apertura dei cancelli, l’area fosse stata regolarmente ripulita. Ciò non è avvenuto e così chi si è trovato a transitare per l’area, dopo un primo momento di sconcerto, ha fotografato tutto, postando le immagini sui social network. Da qui, un’incredibile danno di immagine per l’amministrazione comunale, che ha annunciato provvedimenti contro il funzionario responsabile. «Non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione dall’ente – aggiunge Forti – ma non sono preoccupato perché ho fatto il mio dovere. Se la ditta ha deciso di non intervenire, io non potevo obbligarla. In passato non si era mai verificata una situazione simile e quelle poche tracce di sangue eventualmente rimaste sul pavimento dopo un’autopsia, erano state subito rimosse. C’è anche da considerare l’eccezionalità dell’intervento, ben tre autopsie in un solo giorno».

Dopo il rifiuto dell’azienda, Forti ha contattato il dirigente Natale Borgione, che ha esposto il problema al primo cittadino, il quale ha inviato sul posto una ditta esterna, che ha cancellato ieri mattina, ogni traccia di sangue. Il parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Zito parla di amministrazione comunale fallimentare e spera «che vengano presi i necessari provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili». Il presidente della terza commissione Sanità, Giuseppe Impallomeni spiega: «Auspico che si adottino gli strumenti necessari per individuare e punire chi ha permesso che tutto questo accadesse. Quello che è successo, purtroppo, non depone favorevolmente per la nostra città e mediaticamente abbiamo dovuto registrare l’ennesimo danno di immagine».

Non appena appresa la notizia, il sindaco Garozzo è andato su tutte le furie, annunciando punizioni contro i responsabili. L’assessore al ramo Pierpaolo Coppa però frena. «Stiamo verificando se ci siano colpevoli in questa vicenda o se – spiega – si sia trattato di un caso accidentale. Abbiamo avviato le necessarie ispezioni, affidando l’indagine interna alla dirigente Danila Costa. Ciò che è accaduto non è piacevole, tutt’altro, però al momento non posso dire di più. E’ chiaro se ci sono delle responsabilità vanno perseguite e chi eventualmente ha sbagliato deve essere punito».

«La responsabilità della gestione del cimitero cittadino – affermano i consiglieri Castagnino, Di Lorenzo, Vinci, Rabbito, Spuria, Boscarino, Sorbello, Alota, Di Mauro, Malignaggi, Romeo, Acquaviva - è della giunta, dell'assessore competente, del dirigente del settore. E’ accaduto qualcosa di riprovevole, che non può passare inosservata».

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