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Marco Ligabue: «Io e il mio rapporto bellissimo con la Sicilia"

Il cantautore di Correggio ha riscosso un notevole successo nel suo concerto a Catania

Marco Ligabue: «Io e il mio rapporto bellissimo con la Sicilia"

Un pubblico delle grandi occasioni ha accolto l’arrivo a Catania di Marco Ligabue. Il cantautore di Correggio ha presentato il suo tour “Il mistero del Dna”.

“Con la Sicilia ho un rapporto bellissimo – spiega Marco. Non è una frase fatta. Vengo in Sicilia dagli anni ’90, dai primi concerti di mio fratello. Pian piano mi sono affezionato a questa Terra per mille motivi. Per la bellezza, per la storia, per la cultura e per la gente. Venire in Sicilia è sempre una grande festa. Ogni volta che vengo qui, ne approfitto per godermi un po’ di sole ed un po’ di mare”.

Cosa rappresenta la musica nella tua vita?

“E’ la mia compagna ideale. La compagna fedele della mia vita. Mi ha sempre fatto bene, sia ascoltarla che suonarla e comporla. Una cosa che non ti tradisce mai. Ogni volta che salgo su un palco sento di fare qualcosa che mi piace. Quando magari sono un attimo giù di umore, ascolto quelle cinque canzoni giuste e mi cambia la giornata. La musica è terapia. Ha un potere di farti stare bene ed anche di farti riflettere. La musica non è solo cuore e amore o andiamo a comandare. La musica è molto altro”.

Nel tuo nuovo album che dà il nome al tour, c’è il brano “Spirito Libero” che “guarda” con nostalgia il passato. Come mai?

“Questo nuovo album racconta nove storie che mi hanno colpito in giro per i miei 170 concerti realizzati in un anno. Una sera facevamo il confronto tra il mondo analogico e quello digitale. Abbiamo vissuto un grande passaggio. Dalla fase analogica, pre telefonini, pre computer, pre social a quella moderna. Mi ha molto colpito questo grande cambiamento avvenuto in pochi anni. Da un lato ci siamo facilitati la vita. Dall’altro ci siamo tolti un po’ la sorpresa, siamo diventati un po’ troppo programmatori. L’idea dello spirito libero è proprio questa. Prima forse eravamo troppo analogici ma adesso troppo digitali. Ogni tanto mi viene una sana nostalgia e un po’ di malinconia. In quel periodo la vita ti capitava”.

Nell’era social, c’è ancora spazio per i giovani talenti?

“In realtà è maggiore, perché con le nuove tecnologie c’è più possibilità di farsi conoscere. Pubblicare un cd, realizzare un video o promuovere le proprie cose. Quando ho iniziato, dovevo cercare uno studio di registrazione. Era tutto a nastri. Avevano dei costi che quasi nessuno poteva permetterseli. Una volta che registravi qualcosa, magari trovavi i due negozietti del tuo paese che lo mettevano in vendita. Era molto difficile. Oggi ci sono tanti mezzi in più. Sicuramente, si è in un mare infinito di musica. L’unica cosa che vedo strana è la mancanza di originalità.

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