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Il catanese Nicola Cavallaro quarto nella finale di The Voice of France: «Ma per me è un successo»

Il cantautore ora partegrazie al talent per un tour di 21 date in Francia e Belgio

Da parà a cantante, la storia del catanese scelto a "The Voice of France"

Si è fermato al quarto posto Nicola Cavallaro, il venticinquenne catanese che aveva conquistato la finale di “The Voice of France”. Non è riuscito a salire sul podio del talent di TF1, ma per lui, agli esordi come cantante, ha lo stesso il sapore del successo. “Sono contentissimo di come sia andato. Non importava arrivare primo, ma far affacciare l'Italia in un contesto internazionale e mettersi in vetrina” commenta al telefono da Parigi dove è rimasto “perché sabato parto in tour con gli otto semifinalisti di The Voice per un tour di 21 date in Francia e in Belgio”.

 

E' una delle opportunità che Cavallaro si è conquistato con la partecipazione al talent. L'altra è un album che sarà «tutto in inglese e tutto di inediti, perché io sono un cantautore», tiene a sottolineare. Talento che non ha potuto mostrare a “The Voice”, dov'erano d'obbligo le cover. “Your song” di Elton John, “ma nella versione cantata da Ewan McGregor nel film Moulin Rouge”, è stato il suo cavallo di battaglia nella finale, mentre in duetto con Zazie, la sua “coach”, col suo vocione alla Mario Biondi ha intonato “Time after time” di Cindy Lauper. Niente da fare. Prima di lui si sono piazzati il diciassettenne Lisandro Cuxi, con il 32,4 % dei voti, seguito da Lucie (26%) e da Vincent Vinel (23,7%, della squadra di Mika).

 

Nicola Cavallaro ha ottenuto il 17,9% dei voti. «Ma alzo col cuore la bandiera francese perché se lo meritano: sono stato trattato benissimo, anche quando “inciampavo” sulla lingua mi trattavano in modo amichevole, al massimo con un po’ di ironia - racconta Cavallaro - e poi ci sono gli incoraggiamenti della gente, dei francesi: da quando partecipo a “The Voice of France” sempre più spesso succede che qualcuno in strada mi riconosca, mi saluti. È una cosa bizzarra, visto che mi succede in Francia e non mi era mai successo in Italia», dove per molti è ancora un carneade.

 

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