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A Caserta il Calcio Catania si affida al “talismano” Scarsella

A Caserta il Calcio Catania si affida al “talismano” Scarsella

A Caserta il Calcio Catania si affida al “talismano” Scarsella
TORRE DEL GRIFO - Fanne un altro, se possibile. Sì, un altro gol perché fuori casa - fino a oggi - hai segnato solo tu. Fabio Scarsella se lo sente dire da giorni, quello del gol da... esportazione è diventato un piacevole tormentone che non stressa il mediano del Catania. Anzi, lo responsabilizza ancora, anche se non c’è bisogno di motivazioni ulteriori. Ma il dato di fatto che emerge è inequivocabile. Scarsella è l’uomo della vittoria ottenuta a Matera in avvio di stagione, è il calciatore subentrato dalla panchina che va a segnare la doppietta che ribalta lo 0-1 di Monopoli facendolo diventare un 2-1 entusiasmante.     Lo 0-0 di Lecce vale più di quello che possiamo immaginare, adesso la quarta trasferta stagionale mette il Catania dinanzi a uno scontro diretto d’alta classifica, mascherato dalla penalizzazione dei rossazzurri. Sarà un match di cartello, non a caso è stato spostato due volte, dopo l’originaria programmazione domenicale. Ogni partita è un esame, specie per un gruppo nuovo come quello rossazzurro. Ma a Caserta il Catania dovrà e sarà in grado di capire fino a quale punto potrà spingersi nell’immediato. Vivacchiare in attesa di un acuto, oppure continuare una scalata che ha rispolverato ambizioni ed entusiasmo dopo la Grande Delusione.     Scarsella ha avuto un ruolo fondamentale. Per i gol, per gli inserimenti al momento giusto negli spazi lasciati vuoti sulla trequarti, per il modo di difendere il pallone. Nella stagine scorsa, a Lamezia, in 36 incontri, segnò 10 gol spiegando: «Ho la possibilità e la voglia di andare avanti, di proiettarmi in area. Se noto la minima possibilità vado alla conclusione. A volte faccio centro, in altre occasioni meglio dimenticare».     Ma questo ragazzo che sorride non solo alle battute del suo amico e compagno di stanza Calil, ha un modo di affrontare il suo giorno da calciatore che dà serenità. Nessun atteggiamento superficiale, anzi un esempio che sembra difficile emulare. Pensate che dopo il gol vittoria di Matera, Scarsella è rimasto in panchina, a Monopoli, per 63 minuti. In meno di 30 ha avuto la prontezza di riflessi giusta per rivoluzionare l’andamento di un confronto rude, difficile da portare a termine.     Caserta come Monopoli? Anche peggio. Perché i campani esprimono un potenziale di gioco più regolare, superiore in ogni reparto e valido sul piano tattico. Fabio ha costruito la carriera tra C2 e Lega Pro e sa benissimo di poter incidere in qualsiasi momento. Servono sacrificio, pazienza, applicazione tattica. Serve il cuore di una squadra che va sempre nella stessa direzione.     Ieri la squadra ha continuato a lavorare su alcune situazioni tattiche per non perdere confidenza con l’evento ufficiale. Pancaro deve fare a meno di alcuni giocatori: sono note le assenze di Musacci, Ferrario e di Plasmati, dunque in alcuni ruoli sarà obbligato a scegliere non tra tutti i suoi effettivi. E’ anche vero che in regia, se Agazzi resta il prescelto, non sottovalutiamo la soluzione Russo in versione jolly davanti alla difesa.     E, in attacco, se Calil resta il centravanti ideale, non è da scartare l’ipotesi Calderini centrale, con Di Grazia (o Falcone) a destra e con Russotto sul fronte opposto. Ci sono soluzioni a volontà anche in difesa, però al centro la coppia Bergamelli-Pelagatti ha superato prove su prove, in questo frangente di stagione, mettendo da parte, per ora, le ambizioni di Bacchetti e di Bastrini.

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