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Il Calcio Catania speranel ricorso controla nuova penalizzazionedi 2 punti in classifica

Il Calcio Catania spera nel ricorso contro la nuova penalizzazione di 2 punti in classifica

La società ha ribadito che i ritardi nei pagamenti furono legati all’inchiesta Treni del gol

Il Calcio Catania spera nel ricorso contro la nuova penalizzazione di 2 punti in classifica

CATANIA - Il rischio era nell’aria, si sapeva già come sarebbe andata, ma la richiesta arrivata ieri dalla Procura federale di due punti di penalizzazione al Catania per i ritardati pagamenti di stipendi e fidejussione, arriva come un’altra tegola che non ci voleva. Perché anche se la procedura avviata dopo la segnalazione della Coviosc non poteva che portare ad una richiesta di sanzione da parte della Procura, si sperava che, quanto meno, se proprio si doveva colpire ancora il Catania, arrivasse la richiesta minima di un punto, anziché i due che erano sostanzialmente naturali. Ciò perché la società rossazzurra aveva già avanzato le sue osservazioni in merito al deferimento per quei pagamenti di stipendi e di una fidejussione fatti con qualche giorno di ritardo, spiegando che, praticamente, quelle scadenze erano arrivate giusto nel momento in cui, per la brutta storia delle partite comprate, i vertici societari erano stati decapitati.     Non c’era il presidente, non c’era l’amministratore delegato, non c’era, di fatto, nessuno che avesse in quel momento titoli effettivi per potere operare sia attraverso i conti della società, né tanto più, attraverso fidejussioni bancarie. Chiaro che dietro tutto c’era la responsabilità degli stessi vertici finiti nella bufera dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Catania, ma anche vero che, immediatamente dopo, la società, pur attraversando una fase di evidente ed inevitabile difficoltà, ha rispettato tutte le scandenze, persino anticipando alcuni pagamenti.     Il Catania fondava le sue speranze di una sanzione minima o, addirittura, di un’assoluzione in partenza, proprio alla luce della situazione logistica che c’era, e che era sotto gli occhi di tutti, e del fatto che il saldo di tutte le spettanze arretrate e successive era avvenuto con puntualità. Invece ieri la Procura, seguendo un copione scontato, ha fatto 1+1, chiedendo, appunto, che il Catania paghi con una penalizzazione di due punti quei ritardati pagamenti. In più una multa e un periodo di squalifica di sei mesi per Carmelo Milazzo che era in quel momento l’unico rappresentante della società che poteva intervenire nella vicenda dei pagamenti. E per questo ne è stata chiesta la squalifica.     Il Catania non ci sta ed ha presentato immediatamente ricorso, ribadendo i concetti già espressi dai suoi legali al momento del deferimento e quando è stata avviata, appunto, la procedura.     La sentenza del Tribunale potrebbe arrivare già in queste ore, quindi il Catania saprà subito se le controdeduzioni dei suoi legali saranno accettate, anche tenendo conto del fatto che la società, e dunque direttamente la squadra e la città, sono state duramente colpite dai 9 punti di squalifica che sono stati la sentenza finale della Corte d’Appello, dopo che la Procura aveva chiesto 5 punti di penalizzazione, il Tribunale li aveva portati addirittura a 12 e in appello la riduzione era stata soltanto di tre punti.

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