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Il mea culpa di Tirri: «Alcuni giocatori sono stati sopravvalutati»

Il mea culpa di Tirri: «Alcuni giocatori sono stati sopravvalutati»

Il mea culpa di Tirri: «Alcuni giocatori sono stati sopravvalutati»

Un Natale da resa dei conti in casa Akragas. A distanza di dodici mesi, la situazione si è completamente capovolta in seno al «Gigante». Mentre l’anno scorso il periodo natalizio vedeva in testa alla classifica i biancazzurri, seppure in serie D, quest’anno, la squadra è nei bassifondi della Lega Pro, quella Lega Pro agognata e rincorsa per tanti anni. L’ambiente è molto nervoso, la pressione dei tifosi è a livelli da ischemia, la società continua a fare silenzio in attesa della riunione che dovrà svolgersi nei prossimi giorni. Tutti sono sul banco degli imputati, nessuno escluso, ma chiaramente l’azionista di maggioranza Marcello Giavarini è quello che deve assumersi le maggiori responsabilità perché in fin dei conti ha scelto lui l’allenatore, Nicola Legrottaglie. Un altro finito sul banco degli imputati è l’amministratore delegato Peppino Tirri, che comunque tiene a precisare che non ha mai manifestato l’intenzione di dimettersi e di mollare la squadra in questo momentaccio.

 

«Ho detto semplicemente che sarà la società a valutare il mio operato – dice – sono un dipendente come tutti gli altri. Ho delle cose da rimproverarmi, soprattutto perché non potevamo sostenere quattro infortuni gravi senza provvedere a rimpolpare la rosa. Però, voglio anche aggiungere che sono costretto ad operare con un budget molto limitato, credo il penultimo di tutta la Lega Pro».

 

– Ma è giustificabile che malgrado questi gravi infortuni si perdano sei gare consecutive interne?

«È chiaro che non possono essere giustificate. Soprattutto la gara con il Melfi non si poteva e non si doveva perdere. Ci sono anche degli errori, anche quello di avere sopravvalutato alcuni giocatori che evidentemente non sono da terza serie. In tutto questo la contestazione verso il sottoscritto da parte della tifoseria ci sta tutta».

 

– Si è sentito con il presidente Giavarini?

«Il presidente non mi ha chiamato. Ho sentito gli altri dirigenti, ma in questo momento, non abbiamo parlato dei particolari, prima devono riunirsi loro, poi mi fanno sapere. Una cosa è certa: Giavarini è molto arrabbiato».

 

– La posizione di Legrottaglie è sempre salda?

«Premetto che l’allenatore ha delle grosse responsabilità, ma è giusto ricordare che con l’organico al completo questa squadra era seconda in classifica. Ma non posso esimermi dal dire che purtroppo la squadra manca di carattere, se si esonera Legrottaglie vanno via almeno dieci giocatori che lui ha convinto a venire ad Agrigento. Possibile che succeda, ma dobbiamo avere un budget utile per rifare in pratica la squadra».

 

– Legrottaglie ha detto in conferenza stampa che su 10 giocatori contattati nove si sono rifiutati di venire ad Agrigento. Lei conferma?

«Questo è vero. Dipende molto dal nostro budget limitato, poi per la brutta situazione della classifica e infine per la lontananza della città rispetto agli aeroporti».

 

– Deluso dai giocatori?

«Avevamo pensato la squadra con tre punti fermi: Capuano, Almiron e Madonia. Tranne il primo, gli altri due hanno tradito le attese. Certo, per Almiron il discorso è diverso, ha avuto tanti problemi fisici ed è stato lui stesso a rescindere il contratto, dimostrando attaccamento al club e non ai soldi. Madonia, negli ultimi tre anni aveva segnato cinquanta reti, quest’anno c’è stata l’involuzione. Ho parlato con lui, gli ho detto che sono molto deluso, ma più di questo che devo fare? Io attendo di conoscere il budget del mercato invernale a quanto ammonta, poi dal 3 gennaio mi adopererò per colmare le lacune di un organico che è carente in diversi settori. C’è ancora il tempo per rimediare, ma prima i dirigenti devono fare chiarezza».

 

La sensazione è che Legrottaglie abbia le ore contate e che l’unico giocatore rimasto della passata stagione, Giuseppe Savanarola, abbia le valigie pronte. Dopo la dura contestazione dei tifosi di domenica scorsa, se aveva un dubbio nell’accettare o meno Siracusa, quel dubbio non lo avrà più. Ma in questo Akragas, sono diversi che vorrebbero andare via, l’idillio, l’isola felice, squadra-tifosi è ormai finito.

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