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Akragas, crisi esplodeUltimatum di Giavariniagli altri soci "Tirate fuori i soldi"

Akragas, esplode la crisi Ultimatum di Giavarini agli altri soci Tirate fuori i soldi

Il presidente si difende attaccando: "Fino ad ora tutto il peso solo sulle mie spalle. Gli altri hanno sottoscritto le quote senza versare un centesimo. Ora basta"

Akragas, esplode la crisi Ultimatum di Giavarini agli altri soci Tirate fuori i soldi

Il fuoco sotto la cenere, all’interno della compagine societaria dell’Akragas, covava da troppo tempo. Due cordate l’un contro l’altro (quasi) armate. E se vogliamo i pessimi risultati degli ultimi tre mesi sono anche figli di questa mancanza di chiarezza.

Ma ora lo scontro è esploso, come se i botti di capodanno fossero stati anticipati alla vigilia di Natale. A tuonare è il presidente dell’Akragas, Marcello Giavarini che dalla Bulgaria e dal suo profilo Facebook, ha acceso la miccia lanciando un ultimatum ai soci “solo sulla carta”: “Entro il 29 dicembre uscite allo scoperto e comunicate alla società le vostre intenzioni sul futuro dell Akragas, se si va avanti nel campionato oppure se volete concluderlo a dicembre del 2015? Invito i soci – ha aggiunto Giavarini - ai quali sta a cuore l’Akragas a non parlare di dimissioni ma di essere costruttivi nel collaborare economicamente o a trovare nuovi soci a cui cedere le quote in modo da portare capitale fresco all’Akragas per uscire dal tunnell e rafforzare la squadra. Se oltre la data del 29 dicembre i soci non avranno chiarito la loro posizione con la società e la città allora credo che sia il caso di dire che dobbiamo andare tutti a casa”

Giavarini è stato del resto al centro delle polemiche. L’Akragas ha perso sei partite casalinghe consecutive, è precipitata in zona play out e non vince dell’11 ottobre (0 a 1 a Pagani). Una squadra senza né capo né coda con l’Ad Peppino Tirri che ha anche ammesso che diversi giocatori sono stati sopravalutati e che non sono da Lega Pro. Basta del resto vedere le partite per rendersi conto che la rosa è del tutto inadeguata alla Lega Pro. In più c’è anche la “grana” Legrottaglie che non intende dimettersi con Tirri che ha pure spiegato che se va via il tecnico andrebbero via almeno dieci giocatori. Un ricatto bello e buono ed anche inaccettabile, tenuto conto che i giocatori – sempre che sia vero che nel caso andrebbero via anche loro - hanno firmato dei contratti. 

Ma Giavarini non entra nel merito della questione tecnica, ma attacca gli altri soci: “Sono molto amareggiato e deluso per come la mia persona sia stata ripetutamente attaccata in queste ultime settimane in coincidenza con i risultati negativi che la squadra ha conseguito”.

“Voglio però che tutti sappiano – ha detto il presidente - che il progetto Akragas grava finanziariamente sulla mia persona e, per la sua quota parte, sul presidente del consiglio d’amministrazione Silvio Alessi. Gli altri soci Franco Nobile, Lillo Trupia, Massimo Lupo, Associazione insieme per lo sport, Sebastiano La Mantia e l’associazione TS Accademy, non hanno materialmente concretizzato e finaziato l’Akragas con i soldi di competenza delle loro quote per fare in modo che la societa avesse a disposizione i mezzi economici necessari per svolgere il campionato fino a luglio 2016”.

“Io desidero sapere dai soci – ha attaccato Giavarini - il perché a giugno sono entrati nella nuova società aderendo alle quote societarie ma non hanno messo i soldi per finanziare lAkragas? Forse vogliono aggrapparsi alle mie spalle? Io non intendo e non posso più finanziare l’Akragas per conto di altri soci che non contribuiscono economicamente. Se tutti avessero contribuito l’ amministratore Tirri avrebbe potuto formare una squadra più competitiva. Trovo, pertanto, ingiusti gli attacchi perché, lo ricordo a me stesso, io ho fatto il bene della società. Mi sono personalmente esposto per il ripianamento finanziario dei debiti gestionali delle passate annate calcistiche. Ho provveduto all’iscrizione della squadra sottoscrivendo la fidejussione bancaria; ho provveduto, anticipando risorse economiche, alla manutenzione e alla riqualificazione dello stadio Esseneto in modo da renderlo agibile per la disputa delle partite interne. Tutto questo l’ho fatto, senza alcun interesse personale ma solo ed esclusivamente per il bene che voglio alla città di Agrigento e all’Akragas. Quella biancoazzurra è la mia prima esperienza calcistica ma ciò non significa che devo essere lasciato da solo economicamente. Solo Alessi mi è stato vicino. Io non sono “Re Mida”. Ho messo a disposizione le mie risorse economiche per il bene del calcio agrigentino ma desidero che anche gli altri soci facciano la loro parte. Io sono disposto a rilanciare, a contribuire affinché la squadra esca dal tunnel e si avvii verso una salvezza che, voglio ribadirlo, è l’obiettivo stagionale. Possiamo parlare di nuovi acquisti, possiamo rivedere tutto e tutti ma da solo è complicato. Nessun aiuto è venuto dagli imprenditori cittadini ma ringrazio quelli della provincia che ci hanno dato un contributo in termini di supporto per lo stadio. E a proposito dell’Esseneto, ad oggi, nonostante le rassicurazioni fornitemi, non ho notizie certe sull’impianto di illuminazione. Come società abbiamo fatto i nostri passi ma cosa si aspetta per rendere esecutivo il progetto? Lo stadio è di proprietà comunale e, nonostante i silenzi, siamo disposti ad ulteriori sacrifici pagando eventualmente le rate del mutuo se il Comune dovesse accedere al credito sportivo. Nonostante tutto ribadisco il mio impegno verso la società biancoazzurra a patto però che tutti i soci si avvicinino materialmente al “progetto Akragas” perché nel calcio contano i soldi e non le parole”.

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