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Catania Lecce la notte della verità Servono tre punti per respirare

Catania Lecce è la notte della verità Servono tre punti per respirare

Una sfida drammatica (via alle 20.30) per i rossazzurri Pugliesi lanciatissimi, ma temono l’effetto Massimino

Catania Lecce è la notte della verità Servono tre punti per respirare

Il pensiero che questo confronto ha anche animato la lotta salvezza in Serie A ci sembra talmente lontano da sfiorarci appena la mente. Meglio calarsi nella nuda realtà di adesso. Tra una gestione societaria che va avanti grazie a una navigazione a vista, e i risultati altalenanti di un gruppo coccolato, incoraggiato, vezzeggiato, adesso giustamente criticato. Siccome nel calcio accade di tutto, ci aspettiamo un cambio di passo e di gioco. Catania-Lecce è la partita indicata? Potrebbe diventarlo se i rossazzurri decidessero di starci dentro con la testa, di concentrarsi rendendo al massimo delle proprie condizioni attuali. Non è che la squadra stia benissimo.

Senza Plasmati, Castiglia, Russotto, Gulin, ma con Bombagi che è alla prima convocazione, con Lupoli più rodato in attacco. Con gli ex di turno Pessina che chiede spazio e Nunzella che vuole guadagnarlo metro dopo metro per creare superiorità. Lo stato di salute si misura dopo un ko e nella settimana di preparazione al match. Poi il pallone rotola e, come diceva il buon Pasquale Marino, non suda. Devono sudare i calciatori. Che diano prova di maturità, di orgoglio, che accolgano l’incitamento che arriverà dalle tribune perchè stasera, anche se al Massimino non ci saranno canzonette e neanche la bacchetta magica del maestro Vessicchio, lo spettacolo sarà assicurato. 

Non c’è Sanremo che tenga, non c’è divano accogliente che possa stregare il catanese. La sfida tra Juve e Napoli in confronto al Catania che cosa vale? Perchè qui bisogna esserci per salvare l’onore di una tradizione, per stare accanto a una società che rischia il crollo e a un gruppo di calciatori che devono essere guidato in qualche modo.

E, allora, un incoraggiamento concreto, deciso dai gruppi organizzati, diventa importante averlo in un sabato sera (20.30 il via) davvero delicato. Il Catania non puo’ perdere altro terreno dopo l’incosciente stop mentale e tecnico di Ischia. Avrebbe, con quei tre punti, potuto salvarsi anzitempo, invece è precipitato indietro, a un passo dal baratro. Reagire, sì. Con chiunque vada in campo.

Con il tridente che si trasformerà il 4-2-4 se ci sarà da attaccare o recuperare. Necessario sarà l’approccio veloce e determinato al match. I pugliesi hanno un impianto di gioco portentoso: velocità, fase di non possesso, firme illustri in attacco (pensiamo a Moscardelli) e un allenatore, Piero Braglia, che conosce bene Catania, i tifosi e quanto l’ambiente possa incidere sul confronto. Il tridente che sta preparando l’ex centrocampista rossazzurro ha portato a risultati efficaci, al di là della presenza di Papini (recuperato, è tra i convocati per la trasfetta di stasera) e del turn over che in attacco porta Moscardelli, Caturano, Curiale, Doumbia, Sowe e Surraco ad alternarsi. 

Pancaro ha parlato di un confronto davvero equilibrato e di un passato recente, Ischia, già bello e dimenticato. Che siano parole raccolte da tutti i calciatori, al di là di chi andrà in campo. Certo la perdurante assenza di Castiglia (al terzo infortunio di fila ci sembra di intuire) e la convocazione di Bombagi, ci fa pensare che l’ex della Juve Stabia possa andare in campo, oggi, per giocarsi questa sfida che nessuno tra i rossazzurri vorrebbe perdersi. Vetrina, riscatto, orgoglio, tecnica, ambizione. Mettiamoci tutto, nel calderone, perchè a questo punto non c’è molto da perdere. Soltanto un successo ristabilirebbe certe distanze in classifica e, magari, potrebbe ammortizzare il rapporto tra città e squadra. 

Perché Catania Lecce è una partita di cartello scivolata nel baratro di una categoria in cui prevalgono rabbia e agonismo. Poi c’è un pallone che rotola in rete e, per un attimo, dimentichiamo tutto.

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