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Niente tifosi del Catania all'Esseneto «Una ingiustizia»

Niente tifosi del Catania all'Esseneto «Una ingiustizia»

Dure le parole del dg rossazzurro Bonanno. Venduti 80 tagliandi, gli acquirenti saranno rimborsati

Niente tifosi del Catania all'Esseneto «Una ingiustizia»

«Una grande ingiustizia». Al telefono il dg rossazzurro Giuseppe Bonanno è telegrafico. Poche parole, tre per la precisione, spiegano lo stato d’animo di un club che è in silenzio ma che nel contempo urla la rabbia per il divieto imposto ai tifosi rossazzurri di entrare all’Esseneto per il derby con l’Akragas. Tutto è diventato ufficiale da poche ore, dopo un andirivieni di indiscrezioni e soprattutto dopo che era stata aperta ad Agrigento la prevendita in maniera ufficiale.

Era stata destinata, per i sostenitori etnei, una tribuna capace di contenere fino a 690 persone. E magari non si sarebbe riempita tutta. O forse si. Perché nell’incertezza, molti gruppi o comunque tifosi che di solito viaggiano in auto, hanno aspettavo notizie certe. E fino al momento dello stop alla prevendita, arrivato giovedì sera, erano stati staccati 80 tagliandi. L’alt imposto dal Prefetto di Agrigento ha costretto l’Akragas a lavorare per il rimborso, di conseguenza anche i punti vendita hanno dovuto fare marcia indietro. Alcuni club organizzati, come l’Angelo Massimino, ha dovuto disdire bus e tutta l’organizzazione per raggiungere Agrigento. Pare che tutto sia nato dalla segnalazione di un possibile arrivo di tifosi del Palermo a sostegno dell’Akragas. E, allora, stop al flusso dei tifosi. A Catania si sono arrabbiati molto, i tifosi. Perché, dicono, i ragazzi di Agrigento sono stati fatti affluire al Massimino e noi non possiamo recarci all’Esseneto? Bloccare l’afflusso dei tifosi al derby a due giorni dall’evento porta sempre fastidi logistici e anche discussioni che sui social sono diventate roventi. In redazione abbiamo ricevuto telefonate su telefonate, la realtà è che ad Agrigento hanno vietato l’arrivo dei tifosi etnei, che durante questa stagione sono stati bloccati quasi ovunque. Ricordate che, anche in occasione del confronto di Coppa Italia, ancora ad Agrigento, la partita si giocò senza i tifosi etnei in tribuna.

Ieri l’altro, al nostro giornale, il tecnico degli agrigentini, Pino Rigoli (tra l’altro cresciuto a Catania) aveva manifestato il proprio stupore, confessando giustamente che a perderci sarebbe stato il calcio e lo spettacolo che i tifosi («quelli catanesi sono tra i più corretti», ndr) garantiscono a partite del genere. Anche da parte rossazzurra, dunque, parole di delusione profonda. Fra l’altro, il Catania viene a perdere un sostegno importante: le tribune insistono sul campo, senza che ci sia la pista a fungere da separazione. Dunque, l’incitamento del pubblico diventa quasi determinante, figuriamoci in un derby salvezza così sentito. I rossazzurri si sentono defraudati di una componente che a volte ha fatto la differenza, anche in questa fase in cui la squadra viene sì, fischiata, ma durante il match il sostegno alla maglia non manca.

Insomma, ai tifosi non resterà che stare a casa e guardare la partita in tv. Magari collegandosi con Telecolor che garantisce la diretta video a partire dalle 14 circa. Il fischio d’inizio è fissato alle 14.30 e ci sarà da soffrire. Anche in casa Akragas, il mancato arrivo dei tifosi etnei crea in qualche modo un «fastidio» per le casse della società che sperava di accumulare una somma superiore rispetto ad altri match. Ma l’entusiasmo per le sette vittorie in otto gare e la prospettiva di giocare un derby da protagonista, spingerà la città a stringersi attorno alla squadra. Ambiente ben diverso quello che si vive nella Valle dei Templi dopo l’arrivo del tecnico Pino Rigoli. Non c’eran dubbi.

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