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Lega Pro, l’Akragas (in 10) vince il derby

Lega Pro, l’Akragas (in 10) vince il derby e il Catania sprofonda sempre più giù

Finisce 3-2 per gli agrigentini, inutile forcing finale dei rossazzurri FOTO

Lega Pro, l’Akragas (in 10) vince il derby e il Catania sprofonda sempre più giù

AGRIGENTO - Il Catania sprofonda sempre di più dopo la sconfitta per 2 a 3 all’Esseneto contro un’Akragas che ha giocato peraltro in dieci per sessanta minuti. Per i rossazzurri solo possesso di palla e nulla più, confermando l'attuale sterilità in attacco accentuata dalla scarso momento di forma del brasiliano Calil. Con il passare delle giornate, la situazione del Catania si fa sempre più complicata anche se il Catanzaro (sest'ultimo e fuori dalla zona playout) resta a un solo punto di distanza (deve però giocare domani una difficile trasferta a Lecce) e quindi ancora raggiungibile. Continua invece il periodo di grazia dell'Akragas di Rigoli, ormai sempre più assestato nelle zone tranquille della classifica.

 

L’Akragas sblocca subito su calcio di rigore: bella azione di Madonia che mette un pallone in area per Di Piazza. L’attaccante biancazzurro è contrastato da Pelagatti e va giù e per l’arbitro è rigore. Madonia trasforma. Il Catania cerca di reagire ma non è quasi mai pericoloso e cerca soprattutto di mettere dei palloni in mezzo ma né Calil, né Bombagi riescono a centrare la porta. La svolta per il Catania potrebbe arrivare al 32’: Dyulgarev e già ammonito, Pino Rigoli non lo cambia e il bulgaro commette l’ennesimo fallo e l’arbitro non può che mostrargli il cartellino rosso. Il Catania però non approfitta della superiorità numerica e anzi si espone al contropiede biancazzurro: e così che Di Grazia, il giovane esterno di proprietà del Catania, parte da centrocampo, si mangia tutta la difesa rossazzurra e segna un bellissimo gol. Lui non esulta ma l’Esseneto esplode.

 

Al 7’ della ripresa un episodio piuttosto controverso: Calderini mette in mezzo, Capuano respinge. Per l’arbitro è rigore, Calil mette pure il pallone sul dischetto, ma è l’assistente dell’arbitro a segnalare che il rigore non c’era perché il braccio di Capuano è attaccato al corpo. Catania in costante possesso palla ma piuttosto confusionario. Al 22’ Calil supera anche Maurantonio, ma sulla linea di porta è Marino a spazzare e a spezzare il sogno del brasiliano di accorciare le distanze. Al 29’ Bombagi colpisce di testa da solo in area ma il pallone è di mezzo metro a lato.

 

Così alla mezz’ora è l’Akragas a chiudere il match. Un’altra magia di Madonia che serve un assist fantastico a Candiano. Il centrocampista supera Liverani ma il pallone si stampa sul palo. Ma c’è lì Di Piazza pronto a raccogliere e fare il tris. Per il centravanti agrigentino quarto gol consecutivo in casa e sesto gol nelle ultime sette partite.

 

Il Catania gioca sempre all’arrembaggio, rischia in contropiede, Muscat e Marino salvano per due volte sulla linea. Alla fine al 37’ Falcone accorcia con un diagonale che passa sotto la pancia di Maurantonio. Al 40’ si fa cacciare Bombagi che a palla lontana – ma ad arbitro vicino - rifila una gomitata a Mauri. L’arbitro non ha dubbi e lo espelle.

 

I rossazzurri hanno anche l’opportunità per il 2 a 3, con Pelagatti che a due passi non inquadra la porta. Esattamente come Calil che al 48’ a 50 centimetri dalla linea di porta schiaccia centrando la traversa. Per l’attaccante brasiliano continua il periodo nero.

 

Al 49’ è Nunzella, su calcio di punizione a segnare il 2 a 3. Ma è ormai troppo tardi. Il Catania sprofonda, l’Akragas è ormai salva.

 

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