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I catanesi negli States celebrano il 2-1 «Che sofferenza»

I catanesi negli States celebrano il 2-1 «Che sofferenza»

Gruppo di tifosi rossazzurri si ritrova a Rochester, nello stato di New York

Gruppo di tifosi rossazzurri si ritrova a Rochester, nello stato di New York VIDEO FOTO

I catanesi negli States celebrano il 2-1 «Che sofferenza»

Una festa rinviata per anni, sognata da chi ha il Catania nel cuore ogni istante della propria vita quotidiana, anche se lo stadio Massimino dista in media otto ore. I tifosi catanesi di Rochester hanno scalato montagne pur di vedersi. Ci sono riusciti e per una sera si è ricreato il clima della curva che una quindicina di emigranti in America hanno frequentato sgolandosi per la squadra del cuore. Siamo nel cuore della Contea di Monroe, nello stato di New York, tra grattacieli alti fino a 135 metri e zone verdi.

Tony D’Assoro, Antonio Napoli e Franco Longo sono stati tra coloro che hanno organizzato la convention rossazzurra. Un brindisi, la torta con lo stemma del Catania, mille ricordi e le pene dell’inferno sofferte in questo campionato, vissuto a distanza, fino alla vittoria nel derby col Messina. S’incrociano mille storie.

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Tony Napoli è cresciuto a Corso Indipendenza: «Manco dal 1985, oggi sono un impresario di artisti (Baglioni, D’Alessio, ma anche l’universale Brigantony che nella piccola Italia resta un’icona, ndr). Mi resta dentro l’orgoglio e la passione per i nostri colori».

Francesco Di Grazia, di San Giovanni Galermo, vive da due anni a Lo Angeles, promuove prodotti tipici catanesi: «E lo scrivo a lettere cubitali, perché sono di grande qualità e molto apprezzati».

Tony D’Assoro, cresciuto a Cibali urla: «In 17 anni di vita qui, il freddo del Minnesota non è riuscito a spegnere il mio grande amore per il Catania». Tony è professore di Oncologia Molecolare alla Mayo Clinc College.

Nel 1976 Enzo Montalto lasciò «U Passareddu» per trasferirsi a Rochester. Fa il bidello. Luca Fontanarosa, rione Cappuccini, vive a Syracuse ed è ingegnere informatico. Per gli amici cucina i prodotti che si fa recapitare dalla sua città. Nella lista dei tifosi made in Usa c’è un carrozziere (Franco Longo) che vive a Rochester, un pasticciere (Nuccio Napoli) stessa città, un pizzaiolo (Davide Arena) che lavora in un locale napoletano sempre a Rochester. Alla festa hanno partecipato padre e figlio originari di Ognina: Vittorio Barbagallo e il suo «carusu» Antonio: papà sarto che diffonde rigorosamente il made in Italy, il figlio è fotografo.

 

 

Tutti i ragazzi che hanno lasciato, lacrime agli occhi, la Sicilia, nel giorno di festa hanno avuto anche una gradita sorpresa. Ospite d’onore della serata è stato l’ex giocatore rossazzurro Georgios Kyriazis, difensore greco che il Catania prelevò, nel 2003, dall’Iraklis Salonicco. Kyriazis, dopo aver giocato anche ad Arezzo, Trieste, Salerno, nel 2012 si è trasferito al Rochester Rhinos, club della Professional Division, la terza Serie nordamericana per chiudere la carriera proprio negli States. Adesso è responsabile della scuola calcio della stessa società e durante la serata ha ricordato soprattutto il derby di Palermo, un 3-3 ottenuto alla Favorita nel 2003.

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