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Cessione Catania calcio: accelerazione e contatto direttocon Jorge Vergara

Cessione Catania calcio: accelerazione e contatto diretto con Jorge Vergara

Anche il neo presidente Franco sarebbe rientrato in città per seguire l'evoluzione della situazione

Cessione Catania calcio: accelerazione e contatto diretto con Jorge Vergara

Catania - Un incontro segreto. A questo punto neanche tanto. Un colloquio importante, uno dei più importanti, dal quale potrebbero emergere novità sulla possibile cessione del Catania. Ieri rappresentanti della proprietà del club rossazzurro e un emissario del gruppo Vergara sono entrati in contatto per definire alcuni particolari di una trattativa che, a strattoni, va avanti da mesi. Da una parte c’è la volontà di cedere, provare a cedere. Dall’altra la volontà di acquistare. Provare a farlo con determinate garanzie. Le garanzie sono state chieste al Catania e in queste ore i contatti sono stati creati per fare in modo di chiarire alcuni particolari che riguardano la società, la struttura di Torre del Grifo, le potenzialità economiche del club e gli sviluppi possibili e derivanti da una eventuale acquisizione di tutto il «pacchetto».

 

Vergara vuole il Catania e il motivo scatenante, a discapito di quello che circola, riguarda Torre del Grifo. L’impianto di via Magenta ha incantato l’imprenditore che vorrebbe sviluppare all’interno della cittadella sportiva una marea di attività collegate al Catania, ovviamente, ma anche vicine a quello che ruota attorno al mondo del calcio.Le idee del gruppo Vergara sono legate allo sviluppo di un progetto che riguarda ovviamente il Catania. Conservato il titolo di Lega Pro, il club verrebbe rilanciato e si punterebbe dritto alla promozione. Innegabile che ci sia questa idea perché la piazza lo esige, chi entra vuole subito partire forte, comunque programmando senza strafare. Ma vincere è l’idea di Vergara.Il lavoro su Torre del Grifo abbraccerebbe anche le altre attività che si svolgono all’interno della struttura. Pensiamo alle piscine gestite da Giusi Malato, un nome che a livello internazionale è così importante da attirare attenzioni. O forse a Catania qualcuno non se ne rende conto.Ma restando al Catania calcio, c’è da chiarire un altro particolare.

 

Era circolata voce di un disinteressamento di Vergara a proposito del club perchè in Lega Pro non avrebbe potuto impiegare i calciatori messicani del Chivas Guadalajara.In realtà, l’intenzione dell’imprenditore è di cedere i migliori talenti in Europa, anche in Italia, se è vero che Javier Lopez, attaccante classe 1994, è già nel mirino del Palermo da almeno una settimana. Il club di Zamparini sta seguendo il ragazzo e ci sono discussioni avviate per il passaggio del cartellino al club rosanero.In Lega Pro non arriverebbe nessuno, ci mancherebbe ed è per questo motivo che Vergara abbia chiesto a Pietro Lo Monaco di occuparsi delle attività di «campo». Vuol dire che, nel caso in cui la trattativa dovesse andare a buon fine, Lo Monaco potrebbe anche tornare a Catania per occuparsi di quello che ha sempre fatto per i rossazzurri.

 

La carica, poi, non è importante. Direttore generale, amministratore delegato, responsabile dell’area tecnica. La sostanza è che «PLM» tornerebbe a Torre del Grifo, l’ambiente che ha fortemente voluto e che ha sviluppato secondo le sue precise idee.Il condizionale è obbligatorio perchè nella lunga estate di mercato che è cominciata, Lo Monaco ha altri affari in ballo. Che sia una collaborazione con la Roma o l’ingaggio propostogli dalla Ternana poco importa.Lo Monaco tornerebbe a Catania per rilanciare la sua «squadra» del cuore e per rimettersi al centro del suo mondo, dopo l’esperienza di Messina.Altra ipotesi, ma tutta da valutare, anche perché nomi non ne sono emersi ufficialmente. Ci sarebbe un altro gruppo, formato da imprenditori etnei, con quattro rappresentanti di spicco, pronto a trattare se le trattative con il gruppo messicano dovesse tramontare. Siamo non certo ai giorni delle ipotesi, anche in questo caso c’è una strategia ben chiara, di rilancio e non certo di gestione approssimativa.

 

A Catania non si può più vivacchiare o aspettare che arrivi dal manna dal cielo.Si tratta, si parla, ci sono spiragli per il passaggio di mano. Un giorno importante, ma non decisivo per il futuro del club rossazzurro. Ma talmente importante che, stando a quanto è trapelato dal silenzio totale che le due parti in causa hanno calato sulla possibile operazione, ieri sarebbe tornato a Catania il numero 1 di Finaria e del Catania calcio, Davide Franco. Una missione che non era stata messa in agenda almeno per questa settimana, ma che si sarebbe resa indispensabile proprio alla luce del contatto diretto che ci sarebbe stato con il gruppo che fa capo a Jorge Vergara.La delega a trattare la cessione della società, com’è noto, da mesi è stata affidata allo studio legale di Catania, Abramo, ma da quando si è insediato il nuovo Cda della Finaria, la holding che controlla tutte le aziende del gruppo Pulvirenti, è direttamente il dott. Franco, con l’intero consiglio d’amministrazione, ad occuparsi dei contatti che vengono ritenuti più importanti e concreti. 

 

E’ probabile e possibile che anche per questo nella conferenza stampa tenuta dal nuovo Cda del Catania calcio, ad una domanda precisa su eventuali trattative con il gruppo Omnilife, proprio il dott. Franco abbia sorvolato con un «non confermiamo e non smentiamo», che aveva tutto il sapere di un sì, ovviamente. Perché se fosse stato nettamente un “no”, come quello legato ad altre trattative mai avviate o a acquirenti che non si sono mai presentati, o a semplici apparizioni o dichiarazioni di intenti mai trasformate in fatti concreti, sarebbe bastato, appunto, negare.Invece la questione con Vergara è apertissima, i contatti ci sono tutti, l’imprenditore messicano non ha mai mollato, né desistito dall’idea di comprare il Catania e, adesso, servirebbe anche che quel che può ufficialmente emergere venga fuori. Perché è diritto della città sapere che cosa sta succedendo, che cosa può succedere. E perché sì. E perché, eventualmente, no.    

Giovanni Finocchiaro                         

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