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Il Catania verso la cessione? Dietro i boatos c'è Vergara

Il Catania verso la cessione? Dietro i boatos c'è Vergara

Il magnate messicano sarebbe l'uomo pronto ad acquisire la proprietà della società rossazzurra

Il Catania verso la cessione? Dietro i boatos c'è Vergara

Giornata di grandi novità nel Catania e intorno al Catania. Giornata che segna una svolta, ma che, clamorosamente, sembra riaprire un fronte che sembrava definitivamente chiuso ma che invece, come abbiamo scritto per settimane, era aperto.

Ed è rimasto aperto. Quello di una possibile cessione del Catania. Oppure, per essere più precisi e, giustamente, anche più prudenti ed equilibrati, quello di una possibile trattativa ancora aperta per discutere la cessione del club. Partiamo dalle novità maturate all’interno della società rossazzurra, che sono anche molto importanti per il presente e per il futuro del Catania, naturalmente stando all’attuale situazione societaria.

Il tribunale di Catania, la quinta sezione penale, ha accolto, infatti, la richiesta degli avvocati difensori di Nino Pulvirenti e dopo sei mesi di arresti domiciliari, l’ex presidente del Catania è tornato in libertà. Ovviamente, va ricordato, Pulvirenti non ha più alcuna carica in seno al Catania e non ne ha più in nessuna delle società controllate dalla sua holding, la Finaria, né nella Meridi.

Non è un particolare secondario, tutt’altro, anzi converrà partire proprio da questo punto per spiegare qual è oggi la condizione del proprietario del Catania. Perché Pulvirenti è tornato in libertà, spiegano i giudici nel provvedimento emesso ieri, proprio favorito dal fatto che si è dimesso da tutte le cariche che occupava.

Scrivono i giudici: «In particolare, il Pulvirenti si è dimesso dalla carica di Amministratore Unico della Finaria S.p.a. (società capogruppo), nonché dalle cariche di Presidente della Meridi s.r.l., Presidente del Consiglio di Amministrazione della Platinum Hotel&Resort S.r.L; così come già in precedenza aveva fatto per le cariche di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Wind Jet S.p.a. e di Presidente del Calcio Catana S.p.a. (tuttsocietà controllate dalla Finaria s.p.a. con quote oscillanti tra il 95% ed il 100%). A tali dimissioni è seguito un completo rinnovo delle cariche societarie».

Ecco, Pulvirenti fuori da tutte le società, dunque nessun rischio che reiteri il reato. Questo è l’aspetto giudiziario, poi toccherà a Pulvirenti affrontare la delicata questione della bancarotta di cui è accusato per la Windjet. Ma, naturalmente, altra cosa è il fatto che il proprietario del Catania sia libero di muoversi, di incontrare chi vuole, di partire, di lavorare a tempo pieno. A cosa? Accanto a Pietro Lo Monaco alla creazione della nuova squadra. Ovvio che tocca a Pulvirenti metterci i soldi, stabilire il quantum del budget, dire e fare capire sino a che punto può spingersi. Il quadro è questo, per lo meno è questo quello che si delinea sino alle 20 della sera. Ma la serata non finisce così, tutt’altro. E si arricchisce di una notizia che arriva da Roma e che provoca un mezzo sconquasso. Poche righe dell’Ansa, che è agenzia di stampa molto attenta e rigorosa, che non concede nulla, per grammatica e filosofia stessa delle agenzie di stampa, a retroscena, a sussurri, a boatos.

Sono le 20.14 quando la notizia, come si dice, entra in Rete. Eccola: (ANSA) - CATANIA, 13 GIU - Una trattativa è in corso per la cessione del Calcio Catania. Secondo quanto apprende l’ANSA, il confronto «è serio e forte» e potrebbe portare alla cessione dell’intero pacchetto azionario della società.

Sorpresa quando la notizia arriva nelle redazioni e quando comincia a girare sui social network. Cessione? Ma non era chiusa lì? E l’arrivo di Lo Monaco? E il piano di rilancio? Di che cosa stiamo parlando? E, soprattutto, di chi? Si sta parlando, ovviamente, di Jorge Vergara, il magnate messicano che a gennaio aveva fatto presentare una richiesta allo studio legale Abramo per conoscere le condizioni per acquistare la società.

Dopo di che, come ha sempre detto il club rossazzurro, è possibile che non ci siano più stati contatti diretti, ma, come abbiamo scritto per settimane, era anche vero che lo studio Catarraso, commercialisti che operano a Roma, avevamo chiesto una consulenza proprio a Pietro Lo Monaco e per conto di Vergara, per capire in quali condizioni fosse il Catania e quali eventuali prospettive potesse dare la società rossazzurra con il Centro sportivo di Torre del Grifo. Insomma non si è più parlato di condizioni, ma di fatto quella trattativa non è mai tramontata del tutto.

Vergara aveva fatto sapere che sarebbe venuto a vedere Torre del Grifo. Bene, pare, adesso, che proprio nei giorni scorsi abbia confermato l’intenzione di venire a Catania. Presto. Diciamo nei prossimi giorni, entro giugno, ovviamente con un volo privato. E nel frattempo, a Roma legali e commercialisti lavorerebbero per stringere la questione.

E ora? Il Catania dice che «non c’è nessuna trattativa aperta, naturalmente se il signor Vergara vuol visitare Torre del Grifo non ci saranno problemi. Se, invece, volesse trattare l’acquisto - fa sapere ancora la società etnea - non dovrà fare altro che rispettare le condizioni già indicate dallo studio legale Abramo».

Insomma le credenziali e tutto il resto, siamo ancora o di nuovo lì, al punto in cui ci eravamo lasciati quando sul pianeta Catania era piovuto dal cielo, (quasi) assolutamente inatteso, Pietro Lo Monaco. E allora? Diciamo che Vergara potrebbe volere comprare e che secondo le fonti romane farebbe molto sul serio. Qui la società rossazzurra minimizza e fa capire che si sta già lavorando a costruire la squadra. E Pietro Lo Monaco che ne dice? Chi pensava d’avere visto quasi tutto sbagliava, evidentemente. Siamo più o meno di nuovo qua. O là.  

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