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Akragas, ma perché gli iraniani non chiudono?

Più passano i giorni e più la trattativa somiglia a una presa in giro

Akragas, ma perché gli iraniani non chiudono?

Arrivano, anzi no: posticipano. I visti non sono stati ancora concessi, anzi, pare che siano già arrivati. Da mesi va avanti questa telenovela che speriamo proprio di non trasformare in una farsa. Questa holding iraniana sta facendo ammattire un po’ tutti. Vero è che per concludere un affare, soprattutto se ci sono debiti da accollarsi, chi compra vuole pensarci più volte, ma adesso, questa storia ha proprio stufato. Se gli iraniani sono così interessati, chiudano una volta e per tutte questa trattativa, oppure lo dicano chiaramente che non sono più interessati. A tirare troppo la corda si finisce con spezzarla. Non si può giocare con i sentimenti di tanti appassionati che sperano che il Gigante non muoia. Di questo, purtroppo, si tratta dopo il disimpegno di Silvio Alessi e di quello che ancora oggi detiene il 54% delle azioni, Marcello Giavarini.

Siamo quasi alla fine della prima decade del mese di giugno, il tempo scorre, bisogna programmare la prossima stagione, ecco perché gli iraniani non possono ancora continuare a tenere sulle spine la tifoseria. In molti, non credono proprio che questo matrimonio alla fine sarà celebrato, anche le parole dell’emissario principale della trattativa rilasciate a una emittente televisiva locale, lasciano parecchie perplessità. Lo “stiamo valutando” ripetuto diverse volte, sembra quasi una presa in giro. Ne hanno avuto di tempo per guardare e riguardare la situazione contabile del club, tranne che non attendono una risposta da parte delle istituzioni locali riguardante altri tipi di promesse. Una cosa è certa: più passa il tempo e più questo interesse iraniano per l’Akragas sembra non corrispondere a verità. Per il bene del club ci auguriamo di sbagliare, ma se cosi fosse, non si riesce a capire del perché stia passando così tanto tempo. Dopo sei mesi di trattativa, non è accettabile con la frase “stiamo valutando”.

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