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Serie D, Gela choc, si dimette il presidente

Bagarre in società dopo la scelta del Consiglio di non affidare lo stadio

Serie D, Gela choc, si dimette il presidente

Definirlo un fulmine a ciel sereno, obiettivamente, non sarebbe corretto. Il presidente Tuccio lo aveva persino dichiarato in un momento di grande gioia. Era il 17 aprile ed il Gela, battendo al "Vincenzo Presti" il Cus Palermo, era appena approdato in serie D. E mentre tutti festeggiavano e scorrevano fiumi di spumante, lui lanciava il "messaggio ai naviganti". Chiaro e lampante: «A me non interessa un progetto che navighi a vista. O si fa sistema e la città capisce che io voglio portare in alto questo vessillo e questo progetto, oppure io mi metto da parte. Non mi interessa arrivare in Terza Serie. L'abbiamo già vissuta l'esperienza, certamente esaltante, della serie C. O qui si capisce che la città deve fare sistema per volare più in alto, oppure io scendo qui».

L'aveva detto, Angelo Tuccio. E, purtroppo, ancora una volta non tutti l'hanno capito. Non lo ha capito, ad esempio, una parte (per la verità minoritaria, ma non per questo meno dannosa) della politica locale. Che alla notizia che il Consiglio comunale e la stessa Giunta municipale volevano affidare la gestione dello stadio al Gela calcio, ossia all'unica realtà che esporta il nome della Città del Golfo fuori dai confini regionali, ha alzato le paratie ed ha armato la polemica. Tuccio, che per decisioni epidermiche è campione del mondo, non ci ha pensato un solo attimo. Ha convocato d'urgenza il CdA del Gela calcio ed ha comunicato le sue dimissioni. «Io mi fermo qui». Poi, chiusa la riunione del Cda biancazzurro si è messo in macchina ed è partito per Zafferana Etnea: «I miei ragazzi non lo devono sapere dai giornali che finisce tutto così. Lo devono apprendere direttamente da me. Glielo devo questo rispetto morale». Solo dopo aver parlato ai giocatori e allo staff tecnico ha dato l’ok al comunicato-shock. Tuccio non è più presidente e il Gela è in vendita. Chi vuole evitare la seconda scomparsa in cinque anni del delfino biancazzurro dovrà rivolgersi al portavoce Egidio Alma, vice-presidente del Gela. Oppure, da mercoledì, al sindaco Messinese al quale verranno portati i libri sociali del Gela. Il dramma, già vissuto 5 estati fa con la rinuncia alla Prima Divisione di Lega Pro (l’ex serie C1) si sta dunque ripetendo. Ma stavolta, è il caso di sottolinearlo, il "mondo gelese" ha reagitocon una levata di scudi, tutti a favore del presidente Tuccio, che si sta registrando in queste ore in città. Il tam-tam mediatico è partito forte dai social-network ai comunicati ufficiali. Come quello della squadra che da Zafferana, dove si trova ancora in ritiro, fa sapere: «Con la morte nel cuore per la notizia appresa dallo stesso presidente, continueremo a lavorare ed allenarci nella speranza che colui per il quale abbiamo abbracciato questo ambizioso progetto ci ripensi». I tifosi organizzati hanno poi diramato un lungo ed accorato documento a sostegno di Tuccio e contro coloro che vogliono tarpare le ali a questo sogno a tinte biancazzurre. Infine, il comunicato-stampa del sindaco di Gela, Domenico Messinese: «Il Gela calcio rimane una ricchezza per la nostra città e non permetteremo a nessuno di spegnere sogni ed entusiasmo che il progetto del presidente Tuccio stanno riportando in auge. Siamo al suo fianco e ci batteremo affinchè la parte minoritaria della politica non sparga questa atmosfera negativa su una realtà che, invece, va supportata ed aiutata. Quanto allo stadio - ha concluso il sindaco - i lavori di adeguamento continuano, anche in vista di una gestione efficace dello stadio, contrariamente a quanto avvenuto sinora». E se non è una ufficializzazione della volontà della Giunta di affidare la gestione del Presti al Gela calcio, poco ci manca.

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