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Dal salto con l'asta al bob: la nuova sfida di Giuseppe Gibilisco

L'atleta siciliano pronto a stupire: «Mi sono costruito una slitta per allenarmi anche a Siracusa»

Dal salto con l'asta al bob: la nuova sfida di Giuseppe Gibilisco

La nuova sfida sportiva di Giuseppe Gibilisco, siracusano, classe 1979, uno dei più grandi campioni dell’atletica italiana di tutti i tempi (l’ultimo titolo iridato azzurro è quello vinto a Parigi proprio dal siracusano del quartiere Tiche che si è messo al collo anche il bronzo olimpico ai Giochi di Atene 2004, oltre a successi nei più importanti eventi internazionali) è adesso nel bob dove punta senza mezzi termini ai Giochi Invernali del 2018 a Pyeonghang in Corea.

 

Intanto sabato e domenica, dopo l’esordio come apripista nella prova di Coppa Europa a Koenigssee in Germania, è in programma la gara ufficiale in maglia azzurra; il bob a 4 dell’Italia csarà impegnato nella seconda prova di Coppa del Mondo in programma sempre sulla pista tedesca di Koenigssee.

 

Per arrivare al meglio all’appuntamento Giuseppe Gibilisco si è preparato alla grande con il gruppo azzurro e si è costruito con le proprie mani un simulatore di bob che ha usato in allenamento al campo scuola «Pippo Di Natale» di Siracusa.

 

«Mi sono costruito una slitta - ci dice Giuseppe Gibilisco, finanziere, per anni bandiera del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle - con la quale in questi ultimi dieci giorni ho simulato la spinta del bob sulla pista di atletica. Non voglio lasciare nulla al caso perché mi aspetta l’esordio agonistico e in gara ci sarà da spingere un bob con tre piloti a bordo che può arrivare anche ad oltre 520 kg lanciato in quel budello di neve ad oltre 120 km orari».

 

 

- Oltre a spingere, avrai anche il ruolo di frenatore, fondamentale in questa disciplina.

«Lo so è per questo motivo ho puntato molto a migliorare la mia velocità e mi sono allenato con il gruppo del tecnico azzurro di atletica Roberto Bonomi a Palma de Maiorca. Nel bob ci sono molte analogie con le accelerazioni della velocità e una cosa era correre in orizzontale con in mano l’asta da piegare alla fine per andare più in alto possibile e un’altra spingere un bob con tre persone a bordo».

 

- A 38 anni anni non smetti ancora di metterti in gioco e tre anni dopo l’addio all’atletica, sei adesso pronto a questa nuova avventura.

«Sono arrivato nel pieno della maturità fisica, umana e sportiva a fare questa nuova scelta e di provare questa nuova avventura in una disciplina nuova e difficile come il bob: ma è una sfida straordinaria che proverò ancora una volta a vincere. Dopo aver partecipato a tre edizioni dei Giochi Olimpici estivi, voglio chiudere con un magico poker e guadagnarmi una maglia azzurra in vista delle Olimpiadi del 2020 a Pyeongchang».

 

- Hai così deciso di dire definitivamente addio all’atletica?

«No questo no. L’atletica rimane il «mio» sport, nonostante alcuni problemi che hanno «frenato» la mia scalata ai vertici assoluti dove potevo rimanere in vetta per tanto tempo, ho avuto molto, ma ho dato anche tanto. Ho vissuto oltre 15 anni al centro federale di Formia dove ho costruito tutti i miei successi e dove ho maturato importanti esperienze con grandi tecnici e grandi campioni. Adesso sto provando queste nuove emozioni con il bob, ma sono pronto a rispondere subito ad una eventuale chiamata per mettermi a disposizione come tecnico della Federatletica per ridare slancio al settore salto con l’asta e andare a caccia di altri nuovi Gibilisco».

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