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Caso Catania, Pulvirenti interrogato di nuovo

Caso Catania, Pulvirenti interrogato di nuovo E Ferrero choc: «Mi fa schifo, deve morire»

Tra intrusioni e scene mute, va avanti l’inchiesta “Treni del gol”

Il presidente Samp si scusa - Zamparini: Pulvirenti da radiare

Caso Catania, Pulvirenti interrogato di nuovo E Ferrero choc: «Mi fa schifo, deve morire»

CATANIA - L’inchiesta “I Treni del gol” che travolto come uno tsunami il calcio catanese ma non solo continua alal ricerca di prove e riscontri. Secondo indiscrezioni circolate in ambiente giudiziari, il presidente del Catania Antonino Pulvirenti, agli arrestati domiciliari con l’accusa di truffa e frode sportiva per aver aver “comprato” 5 partite di serie B per evitare la retrocessione dei rossazzurri in Lega Pro, oggi sarebbe stato interrogato nuovamente in Procura. Un interrogatorio che si sarebbe svolto in gran segreto, lontano dai riflettori: ad ascoltarlo sarebbero stati i due pubblici ministeri che conducono l’inchiesta, Alessandro Sorrentino e Alessia Natale. Nulla di ufficiale è trapelato sugli argomenti toccati nell’interrogatorio. Ma secondo alcune voci gli inquirenti avrebbero voluto approfondire due aspetti del primo interrogatorio dell’ex presidente del Catania: la presunta mancata incidenza dei suoi tentativi sui risultati finali delle partite e la sua effettiva estraneità al giro di scommesse che c’è stato sulle partite oggetto di combine. 

 

I legali dell'ex presidente rossazzurro non si sono sbilanciati. «Un interrogatorio - ha detto prof. Giovanni Grasso difensore assieme all’avv. Fabio Lattanzi di Pulvirenti  - che è stato un po’ la continuazione di quello di lunedì mattina davanti  al Gip e il mio assistito ha in larga parte ribadito quanto accaduto». Pulvirenti è rimasto nella stanza dei magistrati per circa due ore tornando poi agli arresti domiciliari. A tal proposito ieri i legali dell’ex massimo  dirigente del Catania hanno presentato istanza di revoca degli arresti domiciliari. La richiesta è stata avanzata al Gip Sebastiano Fabio Di Giacomo.   Due giorni fa la stessa procedura è stata adottata dall'avvocato Carmelo Peluso che rappresenta l'ex amministratore delegato del Catania, Pablo Cosentino.
Pulvirenti e Cosentino, e altri cinque indagati, sono agli arresti domiciliari dallo scorso 23 giugno. La Procura si è riservata di fornire il proprio parere.

 

Sempre nell’ambito dell’inchiesta, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Gip del Tribunale di Larino (Campobasso) un altro degli arrestati Fernando Arbotti, avvocato di Termoli e procuratore legale calcistico presentatosi oggi, per rogatoria, davanti al giudice Cappitelli. Il suo difensore, l’avvocato Angelo Sbrocca, si è riservato la possibilità di presentare istanza di remissione in libertà e ricorso al Tribunale del Riesame al termine delle valutazione dei documenti. «Stiamo studiando la documentazione - ha commentato il legale nonché sindaco di Termoli - prima di decidere se presentare o meno ricorso al Riesame o istanza al gip».

 

Dal punto di vista sportivo, la parola d’ordine è celerità: davanti ci sono due mesi di fuoco, i processi da organizzare, le sanzioni da decidere e soprattutto i calendari da stilare. Ma a questo punto lo slittamento della Serie B e della Lega Pro sembra una ipotesi molto reale. Anche se oggi il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha detto che la confessione di Pulvirenti agevola l’istruttoria e accelera quindi i tempi.  

 

Sul caso irrompe poi come un ciclone il colorito presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, che a “La Zanzara” su Radio 24 si scaglia contro l’ex presidente rossazzurro. «Pulvirenti? Questo signore che non conosco va radiato dal calcio - dice Ferrero-. Noi stiamo cercando di portare le famiglie negli stadi e lui che cazzo fa? Ma come si permette di fare certe cose, di sporcare il calcio? Deve essere radiato, radiato, a me certa gente fa schifo». Secondo Ferrero «gente come Pulvirenti cerca di sporcare la cosa più bella del mondo, il calcio. Ormai ci è rimasto solo questo. Mi fa schifo, mi fa ribrezzo. Buttare la chiave? No, deve morire, è finito, non deve esistere, deve essere radiato lui, la squadra, tutto. È gentaccia. Non esiste, deve morire, non si deve salvare nessuno di questi. Uno che si permette di vendere le partite deve prendere schiaffi tutti i giorni, da tutti».  

 

Ferrero parla anche di Claudio Lotito: «Brava persona, ma se deve fa gli affari suoi… - dice - Lotito non è all’altezza di consigliare niente a nessuno e parla troppo. Da lui mi farei solo consigliare dove comprare il pesce».

 

E dopo l'attacco il presidente della Samp si scusa

All'indomani del suo macabro attacco Massimo Ferrero, presidente della Samp, si scusa con un comunicato all'Ansa per le sue frasi su Pulvirenti «dette - ha spiegato - in un contesto allegorico».  «Io ieri ho augurato la morte al calcio malato, non certo a persone fisiche: sono basito e dispiaciuto, perchè un conto è la situazione radiofonica della Zanzara un altro il testo scritto».  «"n radio parli per battute - ha aggiunto Ferrero - ma certe parole, se scritte, poi vengono male interpretate. Io non ho nulla contro la persona fisica, non auguro la morte a nessuno perché la vita è un valore impagabile. Non ce l'avevo con nessuno direttamente, anche perchè se avessi augurato la morte a qualcuno non avrei chiuso la conversazione dicendo che quel signore andrebbe preso a schiaffi tutti giorni. Intendevo dire che deve morire il calcio malato, di cui ancora paghiamo le conseguenze, da Calciopoli ad oggi. Abbiamo perso svariati milioni di  spettatori: non è possibile - conclude il presidente della Samp - che noi facciamo tanto per regalare ai nostri ragazzi uno sport pulito, e poi arrivano quattro straccioni che lo sporcano».

 

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