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Revocati gli arresti a Pulvirenti e Cosentino

Revocati gli arresti a Pulvirenti e Cosentino Intanto il Calcio Catania s’è rimesso in moto

Società alle prese con una nuova stagione dalle mille incognite

La società e tante incognite - Fiorello:«Errore per troppo amore»

Revocati gli arresti a Pulvirenti e Cosentino Intanto il Calcio Catania s’è rimesso in moto

CATANIA – Mentre tornano in libertà gli ex vertici del Calcio Catania finiti agli arresti per lo scandalo delle partite comprate per evitare la retrocessione in Lega Pro, i pezzi di società che si sono salvati dall’azione della magistratura catanese stanno provando a riprendere in mano le redini della situazione per salvare quantomeno il titolo sportivo e preparare comunque una stagione calcistica anche se ancora non si sa in quale categoria. Intanto come detto sono stati revocati gli arresti domiciliari al presidente del Catania Nino Pulvirenti e all’amministratore delegato Pablo Cosentino. Lo ha deciso il Gip Fabio Di Giacomo ritenendo attenuate le esigenze cautelari dopo le dimissioni dei due dai loro incarichi. Pulvirenti e Cosentino, ai domiciliari dal 23 giugno scorso per truffa e frode sportiva, hanno comunque l’obbligo di firma 4 giorni a settimana in un ufficio della polizia di Stato e il divieto di espatrio, e per questo gli sono stati ritirati i passaporti.  

 

"Il quadro indiziario" realizzato dalle indagini della polizia di Stato, anche alla luce degli interrogatori di garanzia, deve "ritenersi rafforzato", a "differenza delle esigenze cautelari" che appaiono "indubbiamente ridimensionate": lo scrive il Gip Sebastiano Di Giacomo Barbagallo, nel provvedimento con il quale dispone la revoca degli arresti domiciliari a Pulvirenti e Cosentino. Restano invece "immutate" le esigenze cautelari per altri quattro indagati. Pulvirenti, scrive il Gip, ha ammesso di avere pagato 100 mila euro ciascuno per le partite vinte con Varese e Trapani, e 50 mila euro ciascuno per ottenere il successo su Latina e Ternana. L'allora presidente del Catania, rileva il Giudice per le indagini preliminari, "nonostante i dubbi" avrebbe continuato i "pagamenti per il timore che i personaggi coinvolti nella vicenda potessero utilizzare il medesimo metodo ai danni della sua squadra", vista la "riconosciuta capacità degli stessi di alterare, contattando di volta in volta i giocatori, i risultati delle partite".

 

Lo stesso Pulvirenti si era rivolto in autunno a uno degli indagati, l'imprenditore Impellizzeri, per "un consiglio e, soprattutto, una chiave di lettura sui risultati negativi, altrimenti inspiegabili della propria squadra". Il Gip ritiene attenuate le esigenze cautelari per Pulvirenti e Cosentino, dato che è da ritenere "cessato il rapporto associativo" e la reiterazione del reato. Per entrambi, però, il Giudice ritiene "sussistere il pericolo concreto e attuale di fuga". Per questo gli ha ritirato i passaporti e imposto il divieto di espatrio e l'obbligo di presentarsi alla polizia di Stato la mattina di lunedì, mercoledì e venerdì, ma anche la sera del sabato. 

 

Dopo la tempesta che si è abbattutta su Pulvirenti e Cosentino, la società si è rimessa in moto con la nomina di Carmelo Milazzo ad amministratore unico per procedere a completare gli iter di regolarizzazione della posizione federale e l’invio della documentazione per l’iscrizione al campionato di Serie B. Che, è del tutto evidente, non sarà il campionato cui potrà partecipare il Catania, perché si rischia con il processo sportivo che dovrebbe concludersi entro la metà o la fine di agosto, come minimo la retrocessione in Lega Pro con una penalizzazione.

 

Ma il Catania dovrà tornare in campo e, per questo, dovrà farsi trovare pronto. Il che significa che se lo staff di legali della società si occuperà della difesa del club nel processo e se il gruppo di consulenti economici e finanziari si sta occupando dei conti e di trovare tutti i percorsi per far rispettare al Catania le scadenze in Lega, c’è anche chi deve cominciare ad occuparsi del fatto squisitamente tecnico.

 

E un gruppo di lavoro esiste già a Torre del Grifo, nella sede della società. Sta supplendo alla mancanza del presidente Pulvirenti e dell’ex amministratore delegato, Pablo Cosentino, ma sta cercando di darsi da fare e di organizzare pur in questa baraonda, tutta la parte tecnica. Nei giorni scorsi è stato in sede Pippo Bonanno, per anni uno dei collaboratori più fidati di Pulvirenti. L’anno scorso il feeling con il club rossazzurro si era un po’ raffreddato, ma Bonanno è rimasto legato al gruppo Pulvirenti. Per questo è stato chiamato, a quanto pare, per sondare una sua disponibilità ad operare in queste settimane per la società sul fronte dell’organizzazione e del mercato. Potrebbe toccare quindi a lui gestire questa fase molto difficile e delicata, proprio perché si dovrà trattare con i calciatori che sono del Catania e con eventuali nuovi, praticamente al buio, senza sapere in quale campionato saranno utilizzati.  

 

Ma si procede e il team manager, Maurizio Patti, ha già ripreso i contatti con i giocatori rossazzurri che potrebbero essere convocati in sede, a Torre del Grifo, per il 12 luglio, per poi effettuare regolarmente anche le visite mediche che saranno calendarizzate nelle prossime ore. Insomma, se davvero si seguirà questa agenda, il Catania potrebbe sopravvivere anche a questo tsunami, in attesa di capire che razza di futuro avrà. E con chi.

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