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Il Comune e il futuro del Calcio Catania

Il Comune e il futuro del Calcio Catania «Gli imprenditori interessati si sono ritirati»

L’idea della diretta streaming non sarebbe piaciuta ai potenziali acquirenti. L’assessore Girlando: «Pulvirenti sembra intenzionato a proseguire nella gestione»

L’idea dello streaming non è piaciuta e «Pulvirenti vuole proseguire»

Il Comune e il futuro del Calcio Catania «Gli imprenditori interessati si sono ritirati»

CATANIA - Il futuro è già cominciato? L’ex presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, ieri ha confermato l’intenzione di vendere - dopo undici anni di gestione - la società e di avere un appuntamento, giovedì, con tre rappresentanti di una cordata che discute l’acquisto della società rossazzurra. C’è un particolare che ha fatto sobbalzare tutti, soprattutto chi vuole comprare. La diretta in streaming della riunione, annunciata ieri dallo stesso Pulvirenti, ha creato sorpresa e qualche mugugno. Anzi più di un mugugno. Per quello che si è capito, la reazione dei potenziali acquirenti non è stata positiva di fronte a quella che viene definita - dal gruppo interessato - una autentica provocazione da parte di Pulvirenti. Il quale, a sua volta, aveva spiegato la decisione come una volontà di dare conto alla città senza nascondere il minimo dettaglio.  

 

Una città che aspetta novità, che vuole sapere le mosse della società che vuole passare la mano. Vedremo, a questo punto, se giovedì sarà rispettato l’appuntamento, anche già ieri sera erano trapelate voci secondo cui la possibile cordata interessata a rilevare la società avrebbe annunciato la volontà di ritirarsi, facendo saltare tutto quanto il discorso portato avanti dal sindaco Bianco e dall’assessore Girlando. E proprio quest’ultimo oggi ha spiegato che «poiché il presidente Pulvirenti, con le sue esternazioni, sembra intenzionato a proseguire nella gestione del Calcio Catania, gli imprenditori che si erano messi a diposizione per rilevare la società rossazzurra ritengono non più necessario un loro intervento».  

 

Il gruppo aveva risposto all’appello del sindaco Bianco per evitare che il calcio a Catania potesse essere cancellato dallo scandalo della compravendita delle partite e aveva confermato che sarebbe intervenuto, per spirito di servizio nei confronti della città e dei tifosi, per non più di due stagioni nell’attesa di trovare un definitivo acquirente.  

 

L’ipotesi della gestione temporanea da parte della cordata è dunque tramontata a seguito delle dichiarazioni del presidente del Calcio Catania. Gli imprenditori catanesi hanno aggiunto di augurarsi che, acquisiti gli esiti della giustizia sportiva e ripudiati definitivamente gli errori del recente passato, il Calcio Catania possa rapidamente ritornare a giocare su palcoscenici che la città e i tifosi meritano.  

 

In ogni caso, il Catania comincerà a giorni il ritiro e in ogni caso è stato ribadito che l’8 agosto i rossazzurri onoreranno il primo turno di Coppa Italia. I nomi del nuovo staff saranno resi noti, in un’unica soluzione, a giorni. Ma è certo che Carmelo Milazzo rimarrà amministratore unico del club. Ribadito che dopo il fallimento di Pulvirenti e di Cosentino, ci sarà un azzeramento totale dei ruoli e in tutti i settori. Nessuno, tra i calciatori, rimarrà alla base e si andrà a rifondare l’organico, «un Catania totalmente rinnovato nelle persone, magari tornerà chi c’era stato anni prima».  

 

Il riferimento, chiaro, ormai noto riguarda Davide Baiocco, magari anche Marco Biagianti che pare sia stato interpellato e sarebbe anche disposto a tornare a Catania, come avevamo anticipato. Ma bisognerà parlare con il Livorno e con il giocatore, visto che i compensi previsti, a prescindere dalla categoria che dovrà sostenere il club etneo, saranno più bassi, molto più bassi dei precedenti. Si parla di una soglia massima di 80-100 mila euro a stagione.  

 

L’unico nome certo, a livello tecnico, è quello dell’allenatore. Pippo Pancaro, in questa fase di transizione sta lavorando con i dirigenti Giuseppe Bonanno e Marcello Pitino sul mercato in entrata, ma la società è soprattutto impegnata a cedere tutti quanti i calciatori in organico: sono una trentina, si salverà qualche giovane, cinque o sei al massimo. Il resto della truppa sarà congedato, se si troveranno acquirenti.

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