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Ecco il nuovo CataniaL’ex capitano Baiocco«Torno a giocaree vi spiego perché»

Il nuovo Catania. L’ex capitano Baiocco: «Torno a giocaree vi spiego perché»

Da potenziale dirigente a sicuro protagonista del nuovo centrocampo dei rossazzurri

Il nuovo Catania. L’ex capitano Baiocco: «Torno a giocaree vi spiego perché»

CATANIA - Davide Baiocco, sei anni dopo l’ultimo incontro disputato in maglia rossazzurra, torna a indossare la casacca del Catania. L’ex capitano degli anni della Serie A era stato "agganciato" dalla società come dirigente prima del ciclone che si è abbattuto sul Calcio Catania a causa dei tentativi di combine dell’ormai ex presidente Antonino Pulvirenti. Il mediano perugino aveva accettato, ma adesso si è detto disponibile a scendere in campo in barba ai suoi 40 anni. In un’intervista esclusiva concessa al nostro quotidiano, La Sicilia, Baiocco spiega la sua scelta che sarà ufficializzata entro poche ore: «Ho sempre sognato di chiudere la carriera a Catania, se dovesse servire questo aiuto, non mi tirerò indietro». 

 

 

Tornerà in campo, dunque?
«Devo ancora parlare con Giuseppe Bonanno che si sta occupando della riorganizzazione della squadra. Mi sembra giusto confrontarmi con lui che ha il quadro generale della situazione attuale. Ho incontrato Pitino che si occupa del mercato. Lo conoscevo di vista, mi ha subito dato l’impressione di un grande lavoratore che porta entusiasmo».

 


E il tecnico Pancaro l’ha incontrato?
«Ho parlato brevemente con lui. Da tecnico considera tutti quanti sullo stesso piano. Giusto anche questo passaggio».ù

 


Ma lei, a 40 anni, tornerebbe in campo?
«Nella stagione scorsa ho giocato ad Agrigento. Certo, ho la mia età e mi metto a disposizione del Catania per il ruolo che decideremo insieme».

 


Approfondiamo il concetto.
«Distinguiamo: sono disposto a fare ancora il calciatore. Deciderà il tecnico, deciderà la società. Deciderà il campo».

 


In fondo, dopo sei anni trascorsi a Brescia, Siracusa, Cremona, Alessandria, Agrigento corona un piccolo sogno.
«Avrei voluto chiudere la carriera proprio a Catania. Sapete quanto sia legato all’ambiente. Se servirà, e solo se servirà, mi metterò a disposizione. Ma se, anche in corso d’opera, mi accorgerò di non poter dare l’aiuto sperato, mi ritaglierò in società il ruolo che sembrerà più utile e lo farò con tutta l’umiltà di questo mondo».

 


I tifosi, anche sulla battigia della Plaia, continuano a chiedere che ne sarà del Catania?
«E io rispondo che non importa la categoria in cui la società sarà collocata. Il passato non si potrà cambiare, è importante ripartire tutti insieme e tornare a scalare posizione su posizione».

 


Si rende conto, lei per primo, della gravità degli ultimi avvenimenti.
«C’è stato un errore. Dagli errori si deve ripartire. Il passato non si può cancellare, il futuro si può riscrivere. Dobbiamo farlo tutti insieme. Ognuno con le proprie possibilità».

 


La città è in ginocchio. E’ arrabbiata e molto delusa.
«C’è una battaglia da affrontare e io non voglio tirarmi indietro. Ribadisco: Pulvirenti pagherà, ma la squadra, la società va difesa perché mi rifiuto di leggere certe voci di un declassamento in D. Il gruppo è all’oscuro di tutto, ci sono casi precedenti, non solo quello che riguardava la Juve, in cui il titolo è stato salvato o c’è stata una punizione non così eclatante come quella che vorrebbero accostare al Catania. Parlano di Serie D, mi sembra totalmente sbagliato».

 


Giovani ed esperti in squadra. Possibile in casa Catania?
«Sarebbe la giusta miscela. I giovani? In Sicilia ce ne sono molti e anche validi. Nel corso dell’ultima stagione, in D, con l’Akragas ne ho incrociati moltissimi che potrebbero meritare una possibilità in rossazzurro».

 

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