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Impianti Sportivi: un’occasione persa

Impianti Sportivi: un’occasione persa In fumo 50 milioni destinati ai fondi Pac

Si salvano solo la piscina di Paternò e il velodromo di Noto

«Un tavolo nazionale per reperire le risorse per finanziare il parco progetti degli impianti sportivi». L’assessore regionale Cleo Li Calzi, titolare delle deleghe allo Sport, ha tutta l’intenzione di ripescare le opere rimaste fuori dal Pac («ma i fondi erano già tecnicamente inutilizzabili al mio insediamento »), raccogliendo l’appello di Sergio Parisi, presidente di Federnuoto Sicilia e vicepresidente regionale del Coni, giudicato «propositivo, istituzionalmente corretto e condivisibile». E, poiché ormai la frittata è fatta, l’assessore mette sul piatto una exit strategy: «Oltre a un altro bando aperto per l’accesso ai mutui, a tasso zero per i Comuni, dell’Istituto per il Credito sportivo, c’è un lavoro in sinergia con il Coni, e col presidente D’Antoni in particolare, per reperire nuove risorse per finanziare anche i progetti rimasti fuori dal Pac». 

Sullo sfondo una proposta ambiziosa: «Concordare col governo Renzi una canale privilegiato per l’impiantistica sportiva, sul modello degli interventi prioritari per l’edilizia scolastica e il dissesto idrogeologico». Fin qui lo scenario. Ma bisogna fare un passo indietro. I circa 50 milioni di fondi Pac (destinati a nuove opere e manutenzione straordinaria) sono stati di fatto azzerati. «Delle decine di interventi individuati dalla graduatoria dei progetti presentati dai Comuni - ricorda Parisi - potrebbero vedere la luce solo quelli riferiti all’ampliamento della piscina comunale di Paternò e al completamento del velodromo di Noto, gli unici salvatisi dal taglio perché presentati in tempi solleciti e legati a impegni di spesa giuridicamente vincolanti prima che i finanziamenti venissero ritirati».

Dopo aver dato una corretta “diagnosi” sulla perdita dei fondi, il presidente della Fin riflette, amaramente, a voce alta: «Dato l’azzeramento del capitolo di spesa da parte del governo regionale in seguito a una delibera dello scorso 20 luglio e in mancanza di un intervento della stessa amministrazione che recuperi fondi da altri progetti, lo sport isolano è in procinto di perdere un’occasione d’oro». Nella lista dei desideri - complessivamente 168 interventi - c’è di tutto. Da Acireale a Sant’Agata di Militello, da Ragusa a Grammichele, da Acicastello, Nicolosi e Bronte a Trapani, Villafranca Tirrena e Monreale.

E Catania in particolare: i primi due progetti in graduatoria riguardavano il campo di hockey Dusmet e il pattinodromo ad Acireale per un totale di oltre 4 milioni di euro, ma anche le discipline acquatiche con quasi 1,5 milioni per la piscina della Plaia e 1,3 milioni per la ristrutturazione del polo di Nesima. Esprime «disappunto », Parisi, per il «duro colpo allo sport siciliano e segnatamente all’opera di riqualificazione della piscina della Plaia, importante valvola di sfogo per tutta la Sicilia e struttura per la quale avevamo previsto lavori di importanza fondamentale per assicurarne la piena fruibilità».

Anche il plesso di Nesima «avrebbe potuto beneficiare di quegli interventi che da tempo appaiono necessari ». «Lancio un appello alla Regione - aggiunge Parisi - e all’assessore Li Calzi affinché si possano reperire le risorse venute meno, così da garantire la realizzazione dei progetti per i quali ci si era già messi in moto in ogni angolo della Sicilia. I Comuni interessati facciano sentire la propria voce: l’azzeramento del capitolo di spesa non significa solo una sconfitta per lo sport, ma un’occasione persa anche in termini occupazionali e imprenditoriali». E la Regione batte un colpo.

L’assessore concorda con Parisi: «Anch’io ritengo che la perdita di quei fondi sia gravissima. Non solo per l’importanza decisiva della qualità degli impianti, requisito indispensabile per un’Isola che ambisce a ospitare eventi internazionali con gli ovvi risvolti turistici annessi. Ma anche per il valore sociale che una piscina, una palestra o un campetto possono avere contro la dispersione scolastica ». L’intezione di Li Calzi è dunque «recuperare fino all’ultimo centesimo il parco progetti del Pac». Che, a onor del vero, per il settennio 2007/13, prevedeva interventi fuori tempo massimo.

Il progetto della piscina della Plaia, al quale fa riferimento Parisi, nella trafila fra Comune e Dipartimento tecnico della Regione, è arrivato come esecutivo il 28 aprile scorso. «Ed è chiaro che, senza voler polemizzare con i Comuni, i gravi ritardi sull’esecutività - argomenta l’assessore - hanno reso tecnicamente inutilizzabili quelle risorse del Pac, come avevo paventato in una nota inviata a novembre all’Anci per tentare di accelerare l’iter delle amministrazioni comunali». Senza che la Regione, per usare una metafora sportiva, potesse toccare palla.

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