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Bimbi obesi e sedentari: la Siciliaal primo postoin Italia

Bimbi obesi e sedentari: la Sicilia al primo posto in Italia

L’appello dei medici: «Serve correre ai ripari con corretta alimentazione e sport»

La Sicilia continua ad essere in testa per maggior numero di persone sedentari e di obesi. Un fenomeno allarmante che ha fatto scattare il campanello d’allarme ai medici sportivi. «E’ risaputo fin dai tempi di Ippocrate - spiega il dott. Genni La Delfa, presidente Federazione Medici Sportivi Sicilia - e scientificamente provato ormai da anni che il binomio “corretta alimentazione e sport “rappresenta un vero salvavita specie nella società moderna ed ipertecnologica ove lo spazio dedicato al movimento si riduce ogni giorno di più.  

 

A considerare i dati percentuali più recenti pubblicati dal Coni lo scorso anno, si osserva stupiti che la nostra Sicilia rimanga al primo posto per numero di sedentari (59% dato indegno rispetto al 15% del Trentino o al 39% della Sardegna) e per tasso di sovrappeso e obesità infantile, quasi il 40% contro il 17% sempre in Trentino e Sardegna». «Le strategie da seguire - continua il dott. La Delfa che è anche delegato del Coni Catania - sono molteplici ma le più importanti ed attuali sono un incremento della presenza e dei progetti istituzionali, le abitudini familiari e la cultura che dovrebbe essere impartita ai ragazzi nelle scuole.  

 

Come progetti in Sicilia assistiamo per fortuna ad un incremento lodevole da parte del Coni e dei Comuni: a Catania per esempio «Lo Sport adotta una scuola» insieme all’assessore alla Sport Valentina Scialfa; «Ever green» per gli anziani in alcuni paesi etnei; il Progetto sociale «Io attivo 2015» con le politiche giovanili e proprio ieri l’ufficialità dell’inserimento della nostra città, insieme ad altri 7 comuni pilota italiani, ad un programma nazionale Fidal: «Atletica è Salute» insieme alla Società Italiana di Pediatria che vedrà il pediatra avviare gratuitamente per tre mesi i bambini a svolgere corsa, salti e lanci presso una società di atletica». «Non possiamo infatti attribuire sempre le colpe delle nostre abitudini sportive ai politici, certamente è vero che in al sud vi è carenza funzionale di impiantistica sportiva e che i fondi destinati allo sport sono sempre più bassi ma ricordo a tutti che per fare attività motoria bastano semplici spazi elementari come una strada, una piazza od una bicicletta. Per quanto riguarda invece le famiglia occorre fare autocritica seria per ciò che mangiano i nostri figli e per ciò che facciamo loro trovare nel frigorifero; quali gli errori da correggere immediatamente?

 

Occorre ridurre a ben poca cosa la colazione del mattino, saltare gli spuntini intermedi della mattina e del pomeriggio o consumare prodotti ben pubblicizzati ma dal ridotto valore nutritivo, ignorare l’importanza nel corso dei due pasti principali della verdura e della frutta, eccedere nel consumo di alimenti come salumi, cioccolata e barrette, patatine fritte, caramelle e altri dolci confezionati e bevande gassate (ricche di zucchero e spesso di caffeina) ed infine dare spazio eccessivo al “fast-food” all’americana, ricco di alimenti ad elevato contenuto in calorie, grassi saturi, sale e zuccheri semplici e poveri di fibra e vitamine». «Che dire infine degli insegnanti - conclude il dott. La Delfa - che negli ultimi hanno hanno fatto disertare ai ragazzi le fasi finali dei giochi sportivi studenteschi perché economicamente non rimborsati. Ricordo che il sistema sportivo di basa sul volontariato e tutti dobbiamo fare sacrifici per permettere alla Sicilia di recuperare il gap enorme che ci separa dal resto d’Italia e d’Europa».

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