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Start up, la Sicilia dell'Innovazione risponde presente

Al Premio Innovazione di Napoli, successo dell'impresa palermitana Ocore. Buon piazzamento anche per altre siciliane

Start up, la Sicilia dell'Innovazione risponde presente

Già finalisti della Start Cup Sicilia, Belvisi e Cevola hanno portato a casa 50mila euro (25mila come migliori progetto di impresa nella categoria Industrial e altri 25mila come campioni assoluti del Pni). Un “bottino” da investire nello sviluppo dell'impresa.

Ocore è stata l'unica siciliana ad essere premiata. Ma alla finale nazionale hanno partecipato anche altre 5 start up isolane, tutte finaliste alla Start Cup Sicilia. Vinta, tra l'altro, da un'altra palermitana, la Pcbis (Printed Circuit Boards Innovative Solutions) che si occupa del recupero di metalli nobili dai rifiuti elettronici. Alla finale del Pni - che ha raccolto le startup designate dalle Start Cup regionali - hanno preso parte anche le messinesi Digital Green e Safe Crane e le catanesi Geodazer e Mvmant.

Geodazer è una start up interamente "a marchio" Università di Catania, composta dai professori Gaetano Ortolano, Agata Di Stefano, Giuseppe Tortorici, dal dottorando Roberto Visalli e dal dottore di ricerca Salvatore Distefano, tutti della sezione Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze dell'ateneo. La business idea ha come scopo il miglioramento della sicurezza territoriale attraverso lo sviluppo di schede di monitoraggio ambientale atte alla prevenzione di eventi critici o di rischio.

MVmant, invece, è composta da Riccardo e Stefano D'Angelo con Blochin Cuius, tutti laureati all'università di Catania e fortemente coadiuvata dai Dipartimenti di Ingegneria e Architettura e di Fisica dell'Università di Catania. Si tratta di una piattaforma di mobilità intelligente in grado di abilitare un servizio di trasporto condiviso con conducente, attraverso un approccio ibrido fra mobilità su richiesta e l'ottimizzazione dei passaggi attraverso fermate predefinite. MVMant, che è uno spin off di Edison Web, ha sede a Mirabella Imbaccari e «vuole mantenere in Sicilia la sede di sviluppo, nonostante le proposte ricevute per portarla all'estero - spiega il ceo Riccardo D'Angelo -. Abbiamo una sede anche a Stoccarda, in Germania, località dove è più numerosa la comunità di emigrati mirabellesi».

Proprio in questi giorni MVMant sta avviando un progetto pilota commissionato da Dubai per migliorare la mobilità in due quartieri della città considerati “deboli” sul fronte dei trasporti pubblici. Nel 2018 nuovi investimenti riguarderanno anche il rafforzamento del team.

E se alle start up siciliane nate a stretto contatto con gli atenei dell'isola auguriamo ogni successo è pur vero che il Pni ha evidenziato come per le start up innovative italiane ci siano delle difficoltà. Secondo due recenti studi a cura di Sep (Startup Europe Partnership) e Aiaf (Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari) è il passaggio a “scaleup”, la fase di scalata del proprio mercato, a presentare difficoltà: in Italia, sono solo 135 le startup che ce l'hanno fatta, contro le oltre mille di Regno Unito, Germania e Francia. Siamo undicesimi in Europa, meglio di noi anche Spagna e Portogallo. In pratica, poche riescono a uscire dalla dimensione start up. Per fare questo passo, creare reddito e occupazione su larga scala, secondo gli esperti serve una politica fiscale che incentivi gli investimenti in imprese innovative.

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