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Multe salate per chi usa i cookies di profilazione

Multe salate per chi usa i cookies di profilazione

Multe salate per chi usa i cookies di profilazione

E' partito il conto alla rovescia per l’entrata in vigore della nuova normativa sui cookies. A partire dal 2 giugno, i siti che raccolgono informazioni sulla nostra navigazione in Rete a fini pubblicitari, se non vorranno correre il rischio di incorrere in multe salatissime, dovranno mettersi in regola con le nuove modalità per l’informativa e l’acquisizione al consenso per l’uso dei cosiddetti “biscottini digitali” messa a punto dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali. 

Leggere le informative sulla privacy è una specie di supplizio a cui si sottrae un italiano su tre. Nonostante gli internauti del Belpaese siano sempre più sensibili al tema della protezione dei dati sensibili, soprattutto sul Web, la maggior parte di essi ammette di non leggere le informative sulla privacy perché le considera complicate e/o troppo lunghe. Secondo una recente indagine Doxa Marketing Advice 7 internauti su 10 sono a conoscenza dei propri diritti, dell’uso che viene fatto dei propri dati e della possibilità di richiederne la cancellazione.

Ma solo il 7% interviene effettivamente. La possibilità di ricevere offerte commerciali personalizzate, infatti, è considerata dai più un vantaggio che vale il consenso al trattamento dei propri dati. Per rendere più trasparente e chiara la materia  il Garante per la Privacy, Antonello Soro, ha messo a punto il provvedimento, approvato anche dalle più rilevanti associazioni italiane come Fedoweb, Dma Italia, IAB Italia, Netcomm e Upa, che a loro volta hanno messo a punto un kit di implementazione che riporta le informazioni necessarie circa gli obblighi degli amministratori o proprietari dei siti web e sui cookies, suddividendoli in “tecnici” (quelli che consentono di tenere traccia dei nostri dati mentre passiamo, per esempio, da una pagina protetta di un sito all’altra, consentendoci di riempire il carrello della spesa mentre facciamo shopping on line senza dover ogni volta rinnovare il consenso all’uso dei dati) e “non tecnici” (che raccolgono dati sui nostri gusti, abitudini, scelte di navigazione, e che i server sfruttano per inviarci pubblicità personalizzate).

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