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Perdere lo smartphone con tutte le sue foto più stressante che rompere col partner

È quanto emerge da un’indagine di Kaspersky Lab secondo cui perdere la propria «memoria» digitale è una grossa fonte di stress

Perdere lo smartphone con tutte le sue foto più stressante che rompere col partner

ROMA -  Cosa c'è di peggio che rompere col partner, tamponare con l’auto o aver avuto una brutta giornata al lavoro? Perdere tutte le foto salvate sul proprio smartphone o sul computer. È quanto emerge da un’indagine di Kaspersky Lab secondo cui perdere la propria «memoria» digitale è una grossa fonte di stress: soltanto la malattia di un familiare peserebbe di più.

Condotta su un campione di oltre 16 mila utenti di internet dai 16 anni in su di 17 Paesi in tutto il mondo, la ricerca accende i riflettori sul valore che le persone danno ai propri ricordi, spesso conservati sotto forma di foto e video su dispositivi elettronici da portare sempre con sé. La metà dice di salvare foto e video dei propri figli sullo smartphone (52%) e una fetta ancora maggiore (59%) li conserva sul pc. Alcuni di questi dati sono addirittura più preziosi di altre persone, tanto che il pensiero di perdere queste informazioni è definito più stressante di un incidente d’auto (senza conseguenze fisiche), di una rottura sentimentale o di un litigio con un amico o familiare.

Del resto a telefoni e computer ci si affida sempre di più: quasi la metà degli intervistati (48%) conserva sul pc una copia scannerizzata, digitale, di importanti documenti personali come passaporto, patente, assicurazione sanitaria. Il 15% li tiene sul tablet e un quarto sullo smartphone. L’89% salva tutti le foto che scatta sul pc, l’86% anche sullo smartphone, il 59% sul tablet. Percentuali alte per foto e video dai contenuti intimi: il 51% li salva su mezzi digitali.

Grande è anche la consapevolezza dei rischi informatici: il 73% sa che i cyber-criminali sono una minaccia per la propria privacy e il 65% teme anche criminali tradizionali e ladri. Nonostante questo, evidenziano gli analisti, gli utenti non sono disposti a investire denaro per proteggere i dati personali. Poco più di 74 euro è la cifra che si è disposti a sborsare per un recupero professionale dei dati persi sullo smartphone.

Senza contare la mancata prevenzione e la scarsa attenzione verso le più basilari misure di sicurezza. Quasi la metà degli interpellati non usa nemmeno una password o un codice «pin» per proteggere i suoi dispositivi e solo un terzo una software di sicurezza adeguati. Le conseguenze non mancano: il 40% ha cancellato accidentalmente da sé tutti i dati del proprio telefonino, il 47% li ha persi danneggiando lo smartphone. Solo il 16% è stato in grado di recuperare tutti i dati dopo che li aveva persi. 

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