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Castelvetrano, cadavere lungo la foce del Belice non ha segni di violenza

Effettuata su disposizione della magistratura l'autopsia. Si teme possa essere il corpo di un operaio di 50 anni scomparso nei giorni scorsi. I familiari non hanno effettuato il riconoscimento era spetta alla comparazione del dna

Castelvetrano, cadavere lungo la foce del Belice non ha segni di violenza

L’autopsia eseguita oggi all’obitorio del cimitero di Castelvetrano sul cadavere, ancora senza nome, recuperato sabato pomeriggio alla foce del fiume Belìce, a Selinunte, nella zona del Ponte di Ferro, ha confermato l’assenza di segni di violenza sulla vittima, circostanza già emersa nel corso dell’ispezione cadaverica.

Sull'esame autoptico non filtrano ulteriori indiscrezioni. Il medico legale si è riservato, come da prassi, 60 giorni per effettuare ulteriori approfondimenti tramite gli esami tossicologici sui tessuti prelevati dalla salma, mentre dovrebbero essere pronti tra un paio di settimane i risultati della comparazione del Dna chiesta dai familiari di Paolo Giovanni Privitera, l’operaio cinquantenne scomparso da una settimana, per capire se il corpo appartiene al loro congiunto.

I parenti di Privitera non hanno effettuato il riconoscimento ufficiale poiché il corpo del defunto si presentava molto deteriorato a causa della permanenza in acqua. A coordinare le indagini della polizia è la procura di Marsala.

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