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Pentito: "Matteo Messina Denaro
è stato a Mazara nel 2010"

Attilio Pietro Fogazza: "Nel 2008, Scimonelli mi disse che con Matteo Messina Denaro erano amici d’infanzia, andavano insieme a Triscina e ne conosceva la famiglia. Nel 2010, mi disse di averlo incontrato al porto vecchio di Mazara"

Attilio Pietro Fogazza: "Nel 2008, Scimonelli mi disse che con Matteo Messina Denaro erano amici d’infanzia, andavano insieme a Triscina e ne conosceva la famiglia. Nel 2010, mi disse di averlo incontrato al porto vecchio di Mazara"

Pentito: "Matteo Messina Denaroè stato a Mazara nel 2010"

Matteo Messina Denaro come era e come potrebbe essere ora

Dice di non essere affiliato di non essere affiliato alla mafia, ma di essere «nel giro dal 2008» . E racconta che le campagne tra Mazara e Salemi e il porto vecchio di Mazara sarebbero alcuni dei luoghi in cui, tra il 2010 e il 2012, il superlatitante Matteo Messina avrebbe incontrato alcuni dei suoi fedelissimi. Lo ha rivelato il neo collaboratore di giustizia Attilio Pietro Fogazza, ascoltato in video-conferenza, in Tribunale, a Marsala, nel processo «Giglio Sergio + 3» (stralcio operazione «Ermes"). Il pentito ha detto di aver conosciuto Domenico Scimonelli, imprenditore di Partanna condannato a 17 anni nell’ambito degli abbreviati Ermes, considerato dagli inquirenti uno degli affiliati a Cosa Nostra più vicini a Messina Denaro. Scimonelli gestiva tre supermercati Despar, due a Partanna e uno a Gibellina. «Ero anche commerciante di auto usate - ha detto il collaboratore di giustizia - ho conosciuto Mimmo Scimonelli nel 2006, quando sono andato a trovarlo perché mia moglie voleva lavorare in un supermercato. Poco tempo dopo, lui la chiamò. Poi, iniziò il rapporto di amicizia. Nel 2008, Scimonelli mi disse che con Matteo Messina Denaro erano amici d’infanzia, andavano insieme a Triscina e ne conosceva la famiglia. Nel 2010, mi disse di averlo incontrato al porto vecchio di Mazara. Mi raccontò: 'Mi sono visto cù siccu (soprannome del boss castelvetranese, ndr). E' nervoso perché cominciano a mancare i soldi e non può pagare chi è in carcerè». Fogazza ha, infine, raccontato il motivo per il quale, la mattina del 31 agosto 2013, in contrada Samperi, nell’entroterra di Strasatti, sarebbe stato ucciso il presunto mafioso marsalese Baldassare Marino. «Batassano - ha affermato - fu ammazzato perché parlava male di Messina Denaro e del capomafia di Mazara Vito Gondola».

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