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Trapani sceglie tra un sindaco e un commissario

Ballottaggio surreale: la sfida solitaria di Savona contro il doppio quorum: «Ora deve vincere la democrazia»

Trapani sceglie tra un sindaco e un commissario

Quanto accaduto nel corso di queste elezioni non l’avrebbe saputo scrivere neanche un bravo sceneggiatore. Dei cinque candidati in partenza uno, il sen. Antonio D’Alì di Fi, è stato raggiunto da una richiesta di ”pericolosità sociale” il giorno della chiusura delle liste e un altro, l’ex deputato regionale Girolamo Fazio, è stato arrestato il giorno dopo per corruzione nei trasporti nell’inchiesta che coinvolge la Regione. Dopo sedici giorni di domiciliari scarcerato, ha ripreso la campagna elettorale ed è arrivato primo con oltre diecimila voti: Ma la Procura lo vuole di nuovo agli arresti, lui accusa “certa” stampa, non rinuncia per far posto al terzo arrivato, D’Alì, si disimpegna ma resta in corsa salvo poi non presentare gli assessori e decadere lasciando a Savona campo aperto. La politica tutta, quella dei partiti, si smarca e abbandona il “superstite”, Forza Italia, Psi e Cinque Stelle, prendono le distanze ognuno con il proprio modus e il proprio linguaggio, ma una parte della città lo segue. Lo seguono sette sindaci Pd, il sindaco Orlando anche se negandosi all’ultimo istante in città e uno stuolo di primi cittadini in tutta Italia, Nardella di Firenze, Gori di Bergamo, Bonajuto di Ercolano, Garozzo di Siracusa, Ricci di Pesaro. E anche esponenti politici nazionali Serracchiani, presidente della Regione Friuli e la senatrice trapanese Orrù. Nello spaesamento generale, il vescovo Piero Fragnelli si sente di intervenire: «Ho avvertito il tentativo di tirare il vescovo e la comunità ecclesiale da una parte o dall’altra. È mio dovere sostenere la comune fiducia sia nella rappresentanza degli organi di governo sia nella magistratura. Ciascuno di noi s'interroghi con onestà intellettuale e cuore aperto».

In queste note di una campagna elettorale stonata, non manca l’incertezza per il consiglio comunale: in mancanza di sindaco, secondo l’assessore Lantieri, l’assemblea sarebbe commissariata, ma l’interpretazione degli articoli 9 della legge regionale del ‘92 e 4 della legge regionale del ‘97 stridono e lasciano aperti dubbi che solo una commissione elettorale potrà dirimere. Una palla di vetro per predire il risultato di questa sera potrebbe essere utile per avere qualche indicazione anche se Trapani è una città che, per tradizione, ha sempre premiato il centrodestra.

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