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Immigrazione, in quattro giorni arrivati oltre 13 mila profughi

Soltanto lunedì ben 53 le operazioni di soccorso. Dato significativo: solo due i cadaveri. Ma nel 2016 i morti sono oltre tremila mentre gli sbarcati fino ad agosto sono 114 mila (contro i 116 mila dell'anno scorso)

Immigrazione, in tre giorni arrivati 10 mila profughi

Sono circa 13mila i migranti sbarcati sul suolo italiano negli ultimi quattro giorni, un crescendo reso possibile dalle buone condizioni meteo sul Canale di Sicilia. Soltanto oggi gli arrivi sono stati tremila (coordinati dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera), che vanno a sommarsi ai settemila soccorsi ieri nelle acque tra Libia e Italia, ennesimo salvataggio record realizzato dalla Guardia Costiera, che ha coordinato 53 operazioni, e dalla Marina Militare, che ha portato in salvo 2.500 persone. Una parte, circa 650, domani arriverà a Cagliari a bordo della nave militare irlandese James Joyce; altri 1.273 giungeranno a Lampedusa (anziché Palermo, a causa di alcune emergenze sanitarie), 1.159 hanno già messo piede al Molo Marconi del porto di Messina e 1.078 approderanno domattina a Corigliano Calabro (Cs).

La conta parziale degli arrivi si arricchisce poi di 300 altri migranti arrivati nella notte a Porto Empedocle (Ag) (di cui peraltro 133 affetti da scabbia), a cui se ne sommeranno 720 che nel pomeriggio di domani giungeranno a Brindisi (a bordo della nave mercantile norvegese 'Enterprisè) e 850 al porto commerciale di Augusta (sulla Nave Libeccio della Marina Militare).
Secondo l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nei primi 8 mesi del 2016 sono stati 105.342 i migranti giunti via mare in Italia (di cui 961 già accolti in un altro Paese Ue in qualità di rifugiati con diritto d’asilo), quindi poco meno della metà del computo europeo, pari a 270.576 (erano stati nello stesso periodo del 2015 354.618). Ma il dato particolarmente negativo è quello sul numero delle persone morte in mare durante la traversata dalle coste del Nord Africa, pari in questa prima parte dell’anno a 3.165, vale a dire 509 in più rispetto allo stesso periodo del 2015.

Pochi i dubbi sul Paese che più di altri ospita le partenze: secondo l’Unhcr tra gennaio e aprile sarebbero avvenute nell’82% dei casi dalla Libia (era l’89% nel 2015), seguita a grande distanza dalla Tunisia (5,5%, contro lo 0,36 di un anno fa).
Il numero degli arrivi continua a creare molti problemi sui territori, con le strutture spesso quasi al collasso. Il caso più recente è quello della Sardegna, con la Prefettura di Cagliari che oggi ha richiamato l’attenzione sull'assottigliarsi della disponibilità di nuovi posti letto, e questo nonostante siano state individuate nuove strutture per l’accoglienza, non solo nel capoluogo ma anche in altre località dell’isola.

«Il nuovo arrivo di migranti in Sardegna, previsto per domani, è motivo di preoccupazione per più motivi», ha detto il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru. «Mentre confermiamo il nostro contributo a gestire il fenomeno dei migranti nel rispetto delle quote assegnate, dobbiamo constatare che le informazioni ricevute dalla Prefettura ci dicono che, con loro, supereremo di 500 la quota di riparto delle presenze». In più, ha aggiunto, «a 12 ore dall’arrivo della nave non sappiamo, neanche indicativamente, quanti minori si trovino a bordo. Ciò è grave, perché sappiamo bene che per loro serve un’organizzazione specifica, che coinvolge molti soggetti ed è particolarmente complessa».
A fine marzo la Regione con il maggior numero di migranti era la Lombardia, con il 13% del totale, seguita dalla Sicilia (11%) e da Lazio, Campania, Veneto, Piemonte, Toscana e Emilia Romagna, tutte a quota 7%.

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