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Catania, approvato il nuovo Piano di riequilibrio

Niente tasse né nuovi tributi, ma dismissioni immobiliari, lotta all'evasione e ricavi dalle Partecipate

Catania, approvato il nuovo Piano di riequilibrio

«Il nuovo Piano - ha sottolineato il sindaco Bianco - traghetterà il Comune, nel medio periodo, da una condizione di squilibrio strutturale, con tensioni finanziarie che obbligavano a un ricorso a costose anticipazioni di cassa, a una impostazione rigorosa che punta sul contenimento della spesa, determinando l'ingresso in una fase nuova».

E soprattutto, nessuno - lo assicurano Bianco e l'assessore al Bilancio Giuseppe Girlando - metterà le mani nelle tasche dei cittadini. «Il nuovo Piano non prevede infatti nuove tasse né aumenti di tributi e tariffe comunali anche a domanda individuale, né riduzione delle risorse ai Servizi sociali.

«Invece - ha sottolineato Girlando - abbiamo programmato una serie di azioni coordinate che riguarderanno il taglio di spese superflue, la dismissione di beni comunali, e la lotta all'evasione fiscale attraverso il miglioramento delle capacità di accertamento e riscossione.

«Le principali azioni - ha spiegato - riguardano le dismissioni immobiliari di immobili secondari e terreni, il cui elenco il Consiglio potrà modificare, dalle quali contiamo, prudenzialmente, di recuperare circa 45 mln a fronte di una stima complessiva di circa 60 mln. Ed è una stima ai valori attuali che potrebbero modificarsi con eventuali valorizzazioni urbanistiche. Dalla cessione della rete del gas, peraltro obbligatoria dal prossimo anno - continua - ricaveremo 60 milioni. Dalla lotta all'evasione fiscale, attraverso una migliore capacità di riscossione e soprattutto di accertamento, prevediamo di ottenere ogni anno 10 mln in più rispetto a quanto originariamente previsto. «Anche le Partecipate diventeranno, finalmente, fonte di ricavi: dal 2017, soprattutto grazie a Sidra, daranno al Comune utili per 250mila euro e dal 2018 grazie anche a Sostare e a Multiservizi che finalmente potrà dedicare il 20% della sua attività al mercato libero, dovrebbero salire fino a un milione all'anno». Sull’Amt bocche cucite.

«Sul fronte dei risparmi - continua a enumerare Girlando, il costo del Personale scenderà, su base decennale, di 60 mln (dai 180 previsti nel precedente Piano a 243) soltanto in ragione del blocco del turnover. Ci avviamo a diventare un Comune virtuoso: l’incidenza del costo del lavoro rispetto all’ammontare delle spese è attualmente del 32% e scenderà sotto il 30%.

«Nel 2018, poi, sarà conclusa l'operazione avviata dall'Amministrazione per la riduzione dei fitti passivi che passeranno dai 6 mln e 200mila euro del 2012 ai 500mila euro del 2018. In particolare sta per partire la gara per ristrutturare lla scuola Giovanni XXIII per 1 mln, dove troveranno sede gli uffici ora dislocati vicino al Faro Biscari con un affitto annuo di 850mila euro. Il risparmio sarà dunque, nei dieci anni, di 40 milioni».

Soluzioni che dovrebbero raddrizzare anche «due grosse criticità nelle previsioni nel vecchio Piano».

«Si ipotizzavano - spiega Girlando - tagli nei trasferimenti statali e regionali per 140 mln in dieci anni e invece questa somma è lievitata a 280 mln. Si prevedevano poi passività potenziali per 8 milioni di euro? In realtà, la cifra sui contenziosi del passato ammonta a 52 mln. E, sulle liti pendenti abbiamo finalmente istituito un fondo di garanzia per 35 mln più ulteriori 20 mln».

Soddisfazione per il nuovo Piano, che sarà illustrato nei prossimi giorni anche al mondo produttivo e sindacale, è stata espressa dal sindaco Enzo Bianco, che ha ringraziato l'assessore Girlando, il Ragioniere generale Massimo Rosso e con loro la Direttore generale Antonella Liotta, la nuova dirigente Clara Leonardi, e l’avv. Anna Liuzzo per l'ottimo lavoro svolto.

Sos Prg

«L’Amministrazionecomunale non prende in seria considerazione la mia proposta sul Prg». A dirlo è il consigliere comunale Maurizio Mirenda, che chiede alla Giunta «di valutare e richiamare in seduta l’atto deliberativo del piano regolatore nato sotto l’ amministrazione Stancanelli. Un progetto votato favorevolmente sia dalla maggioranza che dall’opposizione e per questo mi auguro che questo piano sia valutato attentamente da tecnici, esperti e commissione all’Urbanistica di cui sono vice presidente. L’atto deliberativo del piano regolatore - conclude - comporterebbe uno sviluppo economico per l’intera città».

Cbc: «Imbroglio alla città, si pubblichi documento»

«In merito all'approvazione in Giunta del Piano di riequilibrio finanziario che segnerà il futuro economico della città per i prossimi decenni, Catania Bene Comune chiede che sia immediatamente pubblicato il documento finanziario in modo da permettere ad associazioni, parti sociali, soggetti politici e cittadini di valutare le decisioni assunte dalla Giunta Bianco». Così Matteo Iannitti, secondo il quale «le notizie fornite dal sindaco lasciano già intendere le caratteristiche del piano che sarà sottoposto prima alla valutazione del Collegio dei Revisori e poi alla votazione del Consiglio comunale: un enorme imbroglio ai danni dell'intera città».

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