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Caltanissetta, in 12 pronti a "sfiduciare" Ruvolo

Adesso ci sono i numeri per convocare la seduta. Ma servono i voti di venti consiglieri comunali

Caltanissetta, in 12 pronti a "sfiduciare" Ruvolo

Ventisette mesi dopo l’elezione, si comincia a parlare concretamente di possibile mozione di sfiducia da presentare in Consiglio comunale nei confronti del sindaco Giovanni Ruvolo. La raccolta di firme cominciò diversi mesi fa, adesso si è arrivati al numero di 12 indispensabile per una convocazione del Consiglio dove discutere la mozione: per mandare il sindaco “a casa” servono 20 voti e c’è chi dice che il “quorum” necessario può essere raggiunto.

La materia è sicuramente scottante e quello che bisogna assolutamente evitare - nell’interesse di tutti - è che questa vicenda della mozione di sfiducia penda come una spada di Damocle su tutta la città. Ecco perché i consiglieri comunali - con senso di responsabilità - sono chiamati a decidere rapidamente cosa fare, se andare avanti, oppure no. C’è chi sostiene che i consiglieri non chiuderanno in anticipo questa legislatura. Se cade il sindaco, decade anche il Consiglio e si deve andare a nuove elezioni. Inutile ricordare che la città è al collasso, con tanti problemi irrisolti (dall’emergenza rifiuti alla drammatica mancanza di lavoro, dai giovani che continuano ad andare via al problema immigrazione, con una zona industriale che si sta spopolando, il terziario in grossa crisi e l’elenco potrebbe continuare) e si vedono all’orizzonte possibilità di “catturare” finanziamenti per interventi strutturali in grado di dare un piccolo sbocco all’occupazione. Ci sono fondi assegnati - che non vanno assolutamente fatti perdere - e gli amministratori sono chiamati a lavorare con amore e dedizione: anche questo è il compito dei consiglieri comunali. Che la Giunta Ruvolo non abbia raggiunto finora risultati brillanti è sotto gli occhi di tutti e tutti lo dicono. Anche politicamente la “luna di miele” di questa amministrazione comunale è durata davvero pochi mesi. Gli equilibri in Consiglio sono stravolti rispetto a due anni fa. Ecco perché c’è la necessità di chiarezza, Il Consiglio decida se andare avanti o staccare la spina. Con chiarezza e senza perdere tempo.

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